
Era nato a fine agosto 2011 ed era stato etichettato come il "fratello minore" de Il Mattino della domenica. Il nome del giornale era stato oggetto di attenzione in quanto era troppo simile al "20 minuti", il tabloid gratuito giornaliero che più o meno nello stesso periodo fece la sua apparizione in Ticino. Stiamo parlando di "10 minuti" il giornale diretto da Boris Bignasca. In un primo tempo era distribuito tre volte la settimana, per poi passare, nel mese di febbraio di quest'anno, a settimanale. Oggi esce l'ultimo numero. Un ultimo numero che però potrebbe avere un seguito, magari in autunno. Abbiamo chiesto al Direttore Boris "Bobo" Bignasca alcune considerazioni su questa esperienza editoriale.
Oggi l’ultimo numero. Quale il suo bilancio di questa avventura?“Siamo partiti a fine agosto dell'anno scorso. Praticamente un salto nel vuoto. Non posso non ringraziare chi si è lanciato con me, con impegno e passione. Con la voglia di fare un giornale semplice e diretto: "Vola bass e schiva i sass". Una redazione giovane e senza la spocchia di certi "grandi professionisti". Abbiamo conquistato un nostro pubblico, che ogni mercoledì ci legge in maniera leggera, ma anche attenta. Per me personalmente, infine, guidare questa squadra è stata un'esperienza incredibile. Faticosa ma anche molto gratificante”. “10 minuti” chiude: Paolo Bernasconi e Giancarlo Nava di “Bel Ticino” saranno contenti…“Chissà come occuperanno il loro tempo adesso? Devo dire che in questi dieci mesi di attività quelli di BelTicino ci hanno fatto una gran pubblicità. Sono riusciti a scatenare polemiche basate praticamente sul nulla. Noi, intanto, siamo andati avanti per la nostra strada a parlare di questioni concrete. Credo, tuttavia, che questo giornale non avrebbe lo stesso successo, senza le attenzioni di certi falsi "moralizzatori". (Riguardo all'innominabile lic. iur. in particolare non posso parlare visto che una decisione del pretore ci intima di non parlare più di lui, mentre egli può continuare impunemente a sparlare di noi...)”.“20 minuti”, l’altro quotidiano gratuito nato lo scorso autunno, continuerà ad essere distribuito. Fino a quando, secondo lei? “20Minuti è un giornale totalmente diverso. Abbiamo in comune solo il formato. 20Minuti ha una redazione e dei mezzi impressionanti per la realtà ticinese. Questo perché fanno parte del gruppo multimiliardario TAMEDIA della Svizzera tedesca e per questo ricevono vagonate di pubblicità. D'altra parte, però, non credo siano riusciti ad entrare nel cuore dei lettori”.Boris Bignasca, quali i suoi progetti per il futuro?“Niente di particolare. Continueremo con il portale mattinonline.ch; che purtroppo in questi mesi abbiamo un po' trascurato. Dovremo fare delle valutazioni. In campo politico, mediatico e commerciale, ma in fondo sarà una scelta di cuore: dovremo decidere se vale ancora la pena investire tempo, energie, soldi ed idee. Vedremo a chi mancherà il nostro piccolo-grande giornale e chissà forse ad ottobre ci rivedremo con il nuovo 10Minuti”.joe.p.
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