
Oggi in Ticino la campagna vaccinale ha superato la quota di quattromila iniezioni al giorno, domani è probabile che sarà somministrata la dose numero centomila. Ma non basta. A dirlo è il consigliere di Stato Raffaele De Rosa intervistato da Teleticino: “Mi sembra molto interessante l’idea di legare un processo di riapertura a tre fasi alla campagna di vaccinazione”, ha detto commentando la strategia annunciata oggi dal Consiglio federale. Ma, ha detto, “sulla base delle esperienze di questi ultimi giorni, c’è da chiedersi se la stessa Confederazione non sia troppo ambiziosa a pretendere dai Cantoni di accelerare una campagna di vaccinazione che in Ticino procede celermente. Invece, proprio per le difficoltà che la Confederazione ha nell’approvvigionarsi di vaccino, c’è il rischio di avere ulteriori difficoltà nel seguire questo processo”.
Contratti più forti
Secondo De Rosa, il Consiglio federale dovrebbe fare maggiori pressioni con le case farmaceutiche: “Più che lavorare mediaticamente facendo appelli, bisognerebbe lavorare in termini diplomatici, ottenendo dei contratti e delle certezze più forti, proprio alla luce degli aumenti contrattuali fatti, penso a Moderna con cui si è raddoppiato da sei milioni a dodici milioni, non ottenendo però in simmetria le garanzie di forniture sia nei quantitativi sia nelle tempistiche”. Il capo del Dipartimento della socialità e della sanità ha denunciato come questa grande incertezza pesi su cantoni e cittadini. Infatti anche la popolazione sta dando il suo contributo alla campagna, con un alto tasso di adesione: “Vorremmo ricevere più dosi dalla Confederazione proprio per sfruttare il potenziale che è messo in campo”.
Il certificato vaccinale
Oggi Alain Berset ha parlato anche del certificato che permetterà di sapere chi è stato vaccinato o meno. “Dovrà essere un documento unico e riconoscibile, riconosciuto anche dai Paesi a livello internazionale per consentire ai nostri concittadini di muoversi e dev’essere soprattutto non falsificabile”, ha commentato De Rosa. “Però penso che sia importante poter introdurre questo documento nella misura in cui però tutta la popolazione avrà la possibilità di essere vaccinata, perché c’è il rischio di creare delle discriminazioni, perlomeno fino al momento in cui tutti i cittadini avranno avuto la facoltà di vaccinarsi”.
Situazione ancora delicata
Non si rischia di creare discriminazioni nei confronti di chi non si vorrà vaccinare? “È importantissimo capire che siamo ancora in una situazione fragile. Bisogna fare il passo secondo la gamba e grazie alla campagna di vaccinazione ritrovare un certo grado di normalità. Evitando, poi in quel momento, di introdurre delle discriminazioni verso le persone che non sono state vaccinate”. Insomma, prima si vaccinino tutti quelli che lo vogliono e poi si potrà ragionare su chi non lo ha fatto. Per De Rosa, però, al momento è importante procedere per gradi e “in un contesto di sicurezza. Evitando così l’effetto yo-yo, quindi di avere delle aperture e subito dopo delle chiusure, come è avvenuto in Italia dove in poco tempo si è passati alle zone gialle, poi arancioni e rosse”.
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