
“Lugano è la città svizzera con più densità automobilistica ed è tuttora – sarà un caso? - l’unica non inserita in un percorso ciclistico di SvizzeraMobile”. A farlo notare è Marco Vitali, presidente di Pro Velo Ticino, in una lettera con la quale punta il dito contro la velocità proibitiva, per i ciclisti, sulla strada cantonale che collega Paradiso a Melide, la cosiddetta “Forca di San Martino”.
A suo avviso la strada in questione dovrebbe avere una vocazione prevalentemente turistica e venire apprezzata più per gli scorci di lago, che come arteria di collegamento. Invece, su quella via, “si può andare veloci pressoché come sull’autostrada (che però è dotata di ben altri requisiti di sicurezza e in cui, come si sa, non possono circolare né pedoni, né ciclisti)”, commenta Vitali.
Ma a cosa servono, si chiede il presidente di Pro Velo Ticino, il nuovo collegamento ciclabile sul ponte-diga e il bike sharing, “se pedalare verso la sua destinazione più importante (Lugano) risulta per un utente normale addirittura proibitivo?”. Una passerella per le due ruote che, a suo avviso, non dovrebbe servire solo ad incentivare il ciclo-turismo, ma anche il pendolarismo in bicicletta, così da ridurre le auto sulle strade.
Marco Vitali conclude quindi che bisogna ripensare i limiti di velocità sulla “Forca”, per dare un percorso ai ciclisti che possa essere considerato tale (e non solo una via per i più “temerari”), ma anche per “indicare un cambiamento di direzione per quanto riguarda il nostro concetto di mobilità”.
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