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Ticino
Foletti: "Non ci sto a fare da capro espiatorio"
Redazione
14 anni fa
Orelli-Wikileaks: presa di posizione del deputato leghista sulla sua nomina quale prossimo presidente del Gran Consiglio

Ora parla Michele Foletti. La presa di pozione del deputato leghista - prossimo presidente designato del Gran Consiglio - era attesa dopo che da diverse parti politiche gli era stato chiesti di prendere le distanze dall'iniziativa satirica di Boris Bignasca. Ve la proponiamo senza interventi. Qui di seguito."Non ci sto a fare da capro espiatorio nello scontro fra destra e sinistra, tra “buoni e cattivi” - scrive Foletti -  e non ritengo di dover chiedere scusa per qualche cosa che non è mai dipesa da me; non ci sto a veder messa in discussione la mia presidenza per questioni che non hanno nulla a che vedere con il mio operato. Occorre capire che in parlamento siedono persone che si impegnano, che sacrificano anche il loro tempo libero, che rinunciano a molto per cercare di trovare soluzioni ai problemi del Cantone. E se fuori dal Parlamento c'è gente che si comporta come gli hooligans durante una partita di calcio, questo non è una nostra colpa, tantomeno mia. Credo di aver dimostrato - anche nell'ultimo anno come presidente della CGF - di avere sempre avuto un grande rispetto delle Istituzioni, di essermi sempre comportato in maniera corretta e rispettosa con tutti i Gran Consiglieri. E anche con tutti i cittadini. Oggi, a causa degli estremismi extraparlamentari (da tutte le parti si tirano botte e legnate, destra e sinistra, nessuno escluso) io devo chiedere scusa per cose che non ho né fatto né istigato e con le quali non c’ entro assolutamente nulla. Mi spiace per ciò che è stato scritto sul Mattino a proposito del Prof. Orelli e l'ho privatamente scritto alla collega Chiara, aggiungendo anche che ho grande stima per l’ex collega di Parlamento. Quella del Mattino è stata una frase fuori contesto, fuori luogo e di cattivo gusto che aveva poco a che fare con la satira e me ne distanzio, umanamente e politicamente". "Fino a pochi giorni fa - aggiunge - ero un futuro presidente accettato e voluto dalla stragrande maggioranza del Parlamento per il mio impegno, la mia correttezza e il mio rispetto delle istituzioni; oggi sono diventato una persona che non meriterebbe il voto. Il rispetto della libertà individuale e della responsabilità della persona è venuto meno anche in quei gruppi politici che in questi principi affondano le loro radici storiche. Purtroppo il valore della persona è stato sacrificato alle scaramucce partitiche. Non è politica di bassa lega, è la negazione dei valori della nostra società, della società in cui credo e del Paese che vorrei. Sono veramente deluso. "I cittadini di questo Cantone, - conclude - soprattutto in questo momento di grandi difficoltà, non si meritano un mezzo Presidente eletto da mezzo Parlamento. Non nascondo di avere avuto l’intenzione di dare le dimissioni dalla carica di vice presidente, così da non essere automaticamente candidato a Primo Cittadino di questo Cantone; poi le attestazioni di stima e l’esortazione a tenere duro, provenienti da comuni cittadini e da colleghi che reputo intelligenti di quasi tutti i gruppi politici mi hanno convinto a ritornare sui miei passi. Non ho nulla da rimproverarmi e spero che i gruppi parlamentari trovino un accordo perché il futuro Presidente possa rappresentare davvero tutti i ticinesi per il prossimo anno di legislatura".

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