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Ticino
Foce: “Si può chiuderla, ma il problema è profondo”
Redazione
5 anni fa
Marco Borradori torna a commentare i fatti di sabato sera, mentre un testimone racconta cosa ha visto: “Era il Far West, volava di tutto”

Sabato sera, alla foce del Cassarate a Lugano, tutto sembra essere iniziato con qualche rissa e l’intervento della polizia per calmare la situazione e disperdere un assembramento di circa mille persone. Un delirio secondo il racconto fatto da un ragazzo che era sul posto a Teleticino. “A un certo punto si è creato questo ambiente da carnevale, non si sa da dove. Musica fortissima. Qualcuno era arrivato con un impianto. C’erano circa mille persone. Era invivibile, c’era troppa gente”, ha raccontato. E ben presto la situazione è degenerata: “A un certo punto sono andato via, quando sono tornato c’era il Far West. Bottiglie che volavano, sassi, tutto quello che trovavano in terra volava in aria”.

Sarà chiusa la foce?
L’inchiesta di polizia per ora sta proseguendo in silenzio, l’unica comunicazione risale a domenica: due persone sono state identificate e dovranno essere chiarite le loro responsabilità. La politica cittadina, da parte sua si interroga. È il momento di chiudere la Foce? “È una soluzione relativamente semplice, si chiude, si transenna e non se ne parla più. Ma il problema sicuramente non viene risolto ma viene spostato altrove”, ha commentato ieri sera il sindaco Marco Borradori intervistato su Teleticino. “I giovani, o comunque le persone che sono andate alla foce fino all’altro giorno, andrebbero al Parco Ciani, a Rivetta Tell o nella zona della pensilina”. Prima di decidere, il Municipio attenderà però il rapporto di polizia atteso tra oggi e domani. “Purtroppo la mia impressione è che questo malessere affondi le radici molto più nel profondo che non nel fatto che siano alla foce o altrove”, ha aggiunto Borradori.

“Parlate con i vostri figli”

Il sindaco di Lugano, soffermandosi sulle cause delle tensioni nate alla foce, ha lanciato anche un appello alle famiglie. “Quello che dovremo fare lo faremo, però se alla base di questo c’è un malessere, va bene la politica, ma anche le famiglie, i genitori, i parenti di questi ragazzi potrebbero intervenire. Non solo impedendo loro di uscire, che non credo sia una buona misura, ma cercando di far capire loro cosa sta succedendo in questa società, in questo momento. Cercando di trasformare il male in qualcosa di positivo”, ha detto.

Due pesi e due misure?

A Borradori è stato chiesto anche se l’atteggiamento del Municipio nei confronti dei disordini degli ultimi giorni non è stato lineare. Con la manifestazione degli autogestiti alla stazione e con i disordini della foce sono stati usati due pesi e due misure? “Sicuramente il rimprovero non può essere mosso a me, perché sono stato duro con i fatti della stazione come sono stato duro con i fatti di sabato. Secondo me la violenza è comunque da condannare in modo fermo, deciso e determinato. Non faccio assolutamente delle differenze tra l’una e l’altra situazione”.

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