
Si è appena conclusa alla Camera dei deputati di fronte alla Commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisivi l'audizione di Marcello Foa, nominato dal Consiglio di Amministrazione della Rai per la carica di presidente. Il "pluralismo" e "l'indipendenza", la "capacità di servire i lettori con umiltà e onestà intellettuale": sono i "valori" richiamati a più riprese da Marcello Foa durante l'audizione. "Non ho mai militato in un partito, né prese tessere, né cercato appoggi politici per fare carriera. Sono stato sempre coerente con me stesso, cercando di fare con umiltà il mio mestiere in base agli insegnamenti dei maestri, da Montanelli e Cervi".
"Il mandato che ho ricevuto dal governo non è politico, ma professionale", "fa appello al mio percorso professionale, e io intendo onorarlo in nome dei valori del giornalismo", ha aggiunto. "Il mio obiettivo è far crescere la Rai, sviluppare un'informazione corretta, oggettiva, premiare la professionalità e la meritocrazia, promuovere e ampliare la straordinaria missione culturale della Rai: obiettivo che condivido con l'ad Fabrizio Salini che ho avuto modo di apprezzare per rigore morale, professionalità e serietà", ha detto Marcello Foa in Vigilanza. "So bene che il ruolo di presidente è diverso da quello di AD: non mi permetterò di andare oltre le mie competenze, al mandato di presidente mi atterrò scrupolosamente".
"La mia ricandidatura è stata proposta da un altro membro del cda", ha poi precisato, rispondendo alle domande dei parlamentari che gli chiedevano perché non avesse fatto un passo indietro dopo la prima 'bocciatura' da parte della bicamerale. "L'altra volta, quando in questa commissione è mancata la maggioranza qualificata - ha spiegato - ho agito in base a quello che pensavo fosse il mio mandato istituzionale: essendo di nomina governativa, ho messo a disposizione il mandato al Ministero dell'economia e delle finanze (Mef) e ho aspettato diligentemente che il governo valutasse la situazione, se ci fossero margini opportuni, necessari, plausibili per capire cosa fosse opportuno fare. Quando è stata proposta la mia ricandidatura, l'ho accettata avendo percepito la possibilità che la commissione potesse valutarla nuovamente". Inoltre, ha sottolineato, "il mio rispetto per le regole e per questa commissione è assoluto".
Alle 19.30 il voto della commissione, chiamata a esprimere il suo sì definitivo a maggioranza di due terzi. Per il quorum sarà decisivo il contributo di Forza Italia.
Aggiornamento delle 17:07
Il Pd non parteciperà questa sera al voto in commissione di Vigilanza sulla nomina di Marcello Foa - ex amministratore delegato del gruppo Corriere del Ticino - a presidente della Rai.
Lo annunciano in una nota i senatori Davide Faraone, Salvatore Margiotta e Francesco Verducci, sottolineando che a loro giudizio "Foa, uno che ha insultato il Presidente della Repubblica", è "la figura più lontana da quei criteri di equilibrio, credibilità e professionalità che servono a guidare il servizio pubblico, la più grande azienda culturale del Paese".
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