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Ticino
Fioritura del castagno in Ticino: «Buone prospettive per il raccolto autunnale»
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Lara Sargenti
11 ore fa
Le abbondanti fioriture osservate in questi giorni nelle selve castanili fanno ben sperare per la stagione 2026. Paolo Piattini, presidente dell’Associazione dei Castanicoltori della Svizzera italiana: «Le premesse sono positive, ma molto dipenderà dall’estate».

Le selve castanili del Ticino stanno vivendo uno dei momenti più affascinanti dell’anno. In questi giorni è infatti in corso la fioritura del castagno, un fenomeno che trasforma boschi e pendii in paesaggi suggestivi, caratterizzati da chiome verde intenso, infiorescenze chiare e dal tipico profumo che annuncia l’inizio dell’estate. Sebbene meno conosciuta rispetto alla raccolta autunnale delle castagne, la fioritura rappresenta una fase decisiva per il ciclo vitale della pianta. Dalla sua riuscita dipende gran parte della produzione che si potrà osservare nei prossimi mesi.

Buone condizioni

Secondo l’Associazione dei Castanicoltori della Svizzera italiana, le condizioni registrate finora sono particolarmente favorevoli. «Quest’anno è un buon anno, con ottime fioriture», afferma il presidente Paolo Piattini. Una situazione che costituisce «un’ottima premessa per una buona produzione di frutti e quindi per un prospero raccolto autunnale».

La buona fioritura è favorita da precipitazioni sufficienti tra aprile e maggio, seguite da temperature più elevate dalla seconda metà di maggio senza eccessi di pioggia, spiega Piattini. Tuttavia, una previsione definitiva sulla produzione autunnale è ancora prematura: «Le premesse sono buone, ma molto dipenderà dall’estate».

L’importanza del castagno

Negli ultimi decenni numerosi interventi di recupero e valorizzazione hanno permesso di restituire nuova vita a molte selve castanili, oggi importanti non solo dal punto di vista paesaggistico e culturale, ma anche per la biodiversità. «Le selve castanili tradizionali sono sistemi agroforestali con alberi da frutta spesso secolari», spiega Piattini. «A differenza di alcune tipologie forestali sono più resilienti ai cambiamenti climatici. Malgrado ciò anch'esse in questi anni sono sotto pressione, in particolare quelle rivolte a sud dove il caldo è maggiore».

Le minacce fitosanitarie

Le selve castanili devono inoltre confrontarsi con diverse minacce fitosanitarie, prosegue il presidente dell'associazione. Il cinipide del castagno ha un «andamento altalenante» grazie all’azione del suo antagonista naturale, il Torymus sinensis. Negli anni in cui il parassita è meno presente, vi è più cinipide (come in alcune aree quest'anno). 

Vi è inoltre una recrudescenza del cancro corticale. «È un problema in particolare per le giovani piante che non sopravvivono, mentre che i castagni secolari, se non eccessivamente sotto pressione a causa di altri fattori (siccità, grandinate,...), riescono a trovare un equilibrio con disseccamenti solo delle estremità».

Particolarmente grave resta invece il mal dell’inchiostro, una patologia che può portare rapidamente alla morte degli alberi colpiti. «Sembrerebbe che vi sia un aumento di questa grave malattia», aggiunge Piattini, ricordando quanto accaduto negli ultimi anni nella selva Tamella tra Taverne e Origlio.

Le sfide che attendono il raccolto

Tra i fattori che potrebbero ancora compromettere il raccolto, conclude Piattini, figurano «siccità, grandinate e umidità eccessiva che favorisce la proliferazione di funghi, ad esempio la fersa». La fioritura abbondante osservata nelle ultime settimane costituisce tuttavia una buona base di partenza, ma sarà necessario, come detto, attendere la fine dell’estate per valutare con maggiore precisione le prospettive del raccolto.