
Si torna a parlare dei problemi di spazio al LAC. Negli scorsi mesi Daniele Finzi Pasca aveva affermato che gli spazi e i tempi concessi alla sua compagnia non erano sufficienti per mettere in pratica una vera residenza artistica. Da lì era partita la discussione con la città, sfociata nella proposta dell'Esecutivo di Lugano di creare una sorta di centro cantonale per il teatro sui terreni delle AIL e Breganzona. Un'idea che non era piaciuta a Finzi Pasca e che, ha confermato al Corriere del Ticino il titolare del Dicastero cultura Roberto Badaracco, è ancora al "primo stadio di valutazione".
In occasione della mostra "The garden of earthly delights: tesori dagli Archivi della Compagnia Finzi Pasca" al Parco Ciani, il CdT ha quindi cercato di capire con il diretto interessato se qualcosa si è mosso e pare proprio di no.
"Credo di aver aiutato tanto nel creare le condizioni affinché si aprisse un teatro" afferma Finzi Pasca, "e ora che il LAC c'è dovrebbe essere anche casa nostra, ma non è così. Per me non è mai stato facile aver voglia di essere figlio di questa città e sentire che c'è sempre da battagliare".
"Il problema non sono né i politici, né la Città, anzi" spiega. "Quest'ultima era convinta che noi avremmo trovato il nostro spazio nel teatro, invece al LAC hanno paura che la Compagnia possa fare ombra agli altri perché siamo una pianta grande".
"Quando mi hanno offerto di dirigere il LAC, anni fa, ho rifiutato, proponendo di scegliere dei bravi funzionari e offrendo il mio aiuto nel cercarli" aggiunge. "È un po' strano che poi i funzionari ti dicano che per te non c'è più spazio".
Ma allora lascerete Lugano? "Nella Compagnia siamo divisi: io sono già via, nel mio cuore. Onestamente lo sono da un po'".
I particolari sull'edizione odierna del Corriere del Ticino
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