
Chi la dura la vince, si dice.
Ma non è sempre vero.
Lo dimostra il caso di un automobilista ticinese, che è andato fino al Tribunale federale per contestare la revoca della sua licenza di condurre, senza però riuscire a far valere le proprie ragioni.
L'11 luglio 2013 la Sezione della circolazione gli aveva revocato la patente per quattro mesi, a causa di un'infrazione commessa il 1° settembre 2012.
Lui, ritendendo la sanzione esagerata, aveva ricorso al Consiglio di Stato, che però il 19 febbraio 2014 aveva confermato la decisione della sezione.
L'automobilista aveva allora presentato un nuovo ricorso, stavolta al Tribunale cantonale amministrativo, ma il 7 luglio 2014 i giudici l'avevano respinto.
Non pago, l'uomo aveva allora deciso di tentare la sua ultima carta, quella del Tribunale federale, chiedendo di essere sentito personalmente.
Ma i giudici di Mon Repos, con decisione resa nota oggi, hanno ritenuto che il suo ricorso non contenesse sufficienti motivazioni e l'hanno dichiarato inammissibile, ponendo a carico dell'uomo le spese giudiziarie.
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