
Il Canton Ginevra ha lanciato un progetto pilota, denominato Papyrus, per la regolarizzazione dei clandestini che lavorano in Svizzera, principalmente nel settore dell'economia domestica, pur non avendo un permesso di soggiorno.
Finora già 590 persone hanno potuto essere regolarizzate grazie a questo progetto pilota ginevrino, mentre altri 300 dossier stanno per essere esaminati, secondo quanto scritto dai deputati Gina La Mantia e Carlo Lepori (entrambi PS) in un'interrogazione al Consiglio di Stato con la quale, alla luce del "successo ginevrino", chiedevano un parere al Consiglio di Stato circa l'introduzione di un progetto simile anche in Ticino, dove si conterebbero "tra 300 e 800 clandestini".
Un progetto che, secondo gli interroganti, "potrebbe contribuire anche in Ticino ad uscire dalla situazione ipocrita di sfruttamento illegale di manodopera da una parte e negazione di uno status sociale dall'altra." Inoltre, sempre secondo La Mantia e Lepori, questo modello di regolarizzazione "potrebbe contribuire anche a mettere ordine in alcuni dei settori economici particolarmente sottoposti a elevati rischi di dumping salariale e sfruttamento."
Ma il Consiglio di Stato, nella sua risposta resa nota oggi, ritiene invece che "l'adesione al progetto pilota sperimentale del Canton Ginevra mal si adatta alla nostra realtà", che vanta delle peculiarità diverse. A Ginevra "le autorità hanno identificato un problema acuto nel settore dell'economia domestica e hanno quindi proposto tutta una serie di misure volte a migliorare la situazione", spiega il Consiglio di Stato, sottolineando che tra queste misure non vi è solo la regolarizzazione (concessa solo alle famiglie clandestine che soggiornano in Svizzera da cinque anni con almeno un figlio in età scolastica), ma anche un aumento dei controlli volti a risanare il settore, una campagna di sensibilizzazione per i datori di lavoro e l'istituzione di una "borsa dell'impiego nell'economia domestica". Ma Ginevra è un Cantone internazionale, mentre in Ticino la situazione è diversa "sia per numero, sia per fattualità".
Il Governo ticinese, allineandosi agli Esecutivi di altri Cantoni, preferisce quindi "attendere l'esito del progetto ginevrino", che si concluderà a fine 2018.
Infine il Consiglio di Stato riconosce che "anche in Ticino, come nel Canton Ginevra, i settori economici particolarmente esposti a elevati rischi di sfruttamento sono l'economia domestica, l'edilizia e la ristorazione".
Se nell'edilizia e nella ristorazione vi sono già oggi parecchi controlli, il Governo cantonale spiega che invece il settore dell'economia domestica è difficile da controllare perché, nonostante le frequenti segnalazioni, "l'impossibilità di accedere al domicilio privato ostacola notevolmente l'accertamento dei fatti".
"Va tuttavia rilevato che la revisione della legge federale per la lotta contro il lavoro nero attualmente in fase di adozione prevede un correttivo a questa situazione dando all'organo di controllo la possibilità di accedere alle economie domestiche" evidenzia il Governo. "L'efficacia dell'attività ispettiva potrà così essere sensibilmente migliorata."
In questo ambito, il Consiglio di Stato conclude dichairando di aver già sollecitato la SECO chiedendo di lanciare una campagna di sensibilizzazione dei datori di lavoro in occasione dell'introduzione della nuova legge.
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