
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha decretato ieri la fine dell’emergenza internazionale legata al virus Ebola. In un comunicato odierno il Dipartimento della sanità e della socialità coglie l’occasione per stilare un breve bilancio delle misure adottate dal Cantone che hanno permesso di migliorare vari aspetti nella gestione di emergenze sanitarie.
"L’epidemia di Ebola," si legge nella nota, "scoppiata nel 2014 in alcuni Paesi dell’Africa occidentale, è stata considerata la situazione critica più grave che la salute pubblica abbia dovuto affrontare in epoca contemporanea. L’OMS e l’Ufficio federale della sanità pubblica non hanno mai ritenuto plausibile una diffusione pandemica mondiale della malattia, considerate le caratteristiche del virus. Ogni Paese europeo ha tuttavia adottato precauzioni per gestire i casi – sospetti o confermati – di persone che avevano effettuato soggiorni nelle aree a rischio di contagio. Di concerto con le autorità federali, anche il Ticino ha quindi introdotto una serie di accorgimenti, in particolare attraverso il Dispositivo cantonale ebola – ideato e messo in funzione per una presa a carico coordinata di eventuali casi sospetti o confermati – che ha coinvolto l’Ufficio del Medico cantonale del Dipartimento della sanità e della socialità, l’Ente ospedaliero cantonale, la Federazione cantonale ticinese servizi ambulanze, l’Associazione cliniche private ticinesi e l’Ordine dei medici del Canton Ticino, come anche le forze dell’ordine e i servizi di protezione della popolazione".
"Il dispositivo generale ha anzitutto previsto l’adozione di box per l’isolamento in tutti i reparti di Pronto soccorso dell’EOC, per una prima valutazione. All’ospedale Civico di Lugano è stata inoltre attrezzata una camera apposita, gestita dal personale delle Cure intense, dove centralizzare la gestione dei casi sospetti ed eventualmente accogliere le persone colpite dalla malattia. Questo schema organizzativo ha richiesto una accurata formazione del personale sanitario e dei soccorritori, in particolare per quanto riguarda le misure di sicurezza durante il trasporto in ambulanza e l’accoglienza nelle strutture sanitarie. Considerata l’attenzione dell’opinione pubblica verso il tema, le autorità cantonali hanno inoltre regolarmente rassicurato la popolazione, informando con piena trasparenza sulla reale portata del rischio e l’impegno per fronteggiare il virus a livello cantonale".
"Nonostante il nostro territorio non sia stato toccato dal virus Ebola, l’esperienza si è quindi rivelata molto utile per migliorare vari aspetti della gestione di emergenze sanitarie che in futuro potrebbero presentarsi. Il dispositivo costituito nel novembre 2014 non verrà infatti disattivato con la fine dell’epidemia di Ebola: l’investimento permetterà di avere anche per il futuro un protocollo efficace nel caso in cui dovessero presentarsi pazienti con gravi malattie infettive (ad esempio, cittadini di ritorno da località a rischio che prima dovevano essere ricoverati fuori cantone). Il Dipartimento della sanità e della socialità coglie quindi l’occasione per ringraziare tutti gli enti e le organizzazioni coinvolti".
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