
Il Tribunale federale ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero che aveva finto di prendere domicilio nel Grigioni italiano solo per poter percepire l'assistenza pubblica.
L'uomo, come si legge nella sentenza pubblicata oggi (2C_462/2017) si annunciò il 7 ottobre 2016 quale residente presso un comune grigionese, dopo avere subaffittato una camera. Il 18 ottobre il Comune gli rilasciò un certificato di domicilio e due giorni dopo egli fece domanda di prestazioni assistenziali a partire dal 1° ottobre. Prestazioni che gli vennero accordate il 15 novembre, per un importo mensile pari a 1'336 franchi.
Ma i successivi controlli fatti dalla Polizia spinsero il Comune a fare dietrofront e decidere quindi di revocare il domicilio dell'uomo con effetto immediato, nonché ovviamente di non rinnovargli l'assistenza pubblica.
L'uomo non accettò la decisione e nel febbraio 2017 contestò sia la revoca del domicilio sia il mancato rinnovo dell'assistenza pubblica, tramite ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni. Il ricorso venne respinto.
Nel maggio 2017 l'uomo si appellò quindi dinanzi al Tribunale federale. Ma anche in questa sede le sue tesi sono state dichiarate "inammissibili". L'uomo dovrà quindi rinunciare al suo trasferimento nei Grigioni e all'assistenza pubblica svizzera, nonché pagare le spese giudiziarie di 200 franchi.
RETTIFICA: Contrariamente a quanto da noi erroneamente riportato stamane, l'avvocato Andrea Toschini non ha difeso l'uomo, bensì il comune grigionese. Ci scusiamo con il diretto interessato per il disguido.
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