
Fino allo scorso 31 gennaio 264 persone erano impiegate nell’ambito del dispositivo Covid del Cantone per far fronte all’emergenza sanitaria: 189 erano in possesso di un contratto quale ausiliario, mentre 75 erano sanitari con contratto a ore attivi presso i centri di vaccinazione. Con la fine delle restrizioni il personale impiegato è stato ridotto in modo sostanziale. A 159 ausiliari non è stato rinnovato il contratto lavorativo. Dal mese di aprile, quindi, a supporto del dispositivo sono rimati 30 collaboratori amministrativi e una decina di sanitari. È quanto si evince dalla risposta del Consiglio di Stato a un’interrogazione inoltrata da Danilo Forini e altri cinque granconsiglieri socialisti, i quali chiedevano dettagli sui numeri e se erano previste misure di accompagnamento per il personale che perderà l’impiego con la fine delle misure sanitarie.
Chiaro fin dall’inizio che il contratto scadeva
Nella sua risposta il Governo precisa che il numero del personale, in questi anni, ha subito numerose fluttuazioni, dovute in particolare alle attività legate alla strategia di vaccinazione, nonché al ritmo dell’attività di tracciamento dei contatti, che aumentavano o diminuivano a seconda delle differenti ondate pandemiche. “Tutti i nominativi pervenuti ai nostri servizi hanno seguito il consueto iter”, precisa il Governo. Un iter che prevede una segnalazione per il tramite degli uffici di collocamento e un colloquio personale, durante il quale l’amministrazione cantonale “ha sempre esposto in modo chiaro e trasparente la tematica della limitata prospettiva temporale d’occupazione”, si legge nella risposta. Ad eccezione dei collaboratori che nel frattempo hanno trovato un altro impiego, “nessun contratto è stato rescisso prima della scadenza dello stesso”. Vari collaboratori hanno potuto inoltre essere impiegati ulteriormente nella gestione dell’emergenza per la guerra in Ucraina, ma non vengono fornite cifre a tal proposito.
Non sono previste misure finanziarie
L’attuale situazione pandemica, prosegue il Governo, “non giustifica purtroppo il mantenimento di contratti non strettamente necessari per garantire l’operatività del dispositivo” Covid. Per quanto riguarda possibili sostegni, il Governo ribadisce che non sono previste misure finanziarie volte a compensare un’eventuale perdita di guadagno in quanto “risulterebbero ingiustificate e non supportate da nessuna base legale”. Durante i colloqui di assunzione e il periodo di lavoro, ai collaboratori è sempre stato ricordato “di perseverare nella ricerca di un posto di lavoro con una prospettiva d’impiego a lungo termine”. All’interno dei periodi di bassa attività, è stata inoltre concessa “la possibilità durante gli orari lavorativi di svolgere attivamente ricerche di lavoro” e di recarsi a colloqui di lavoro, previo preavviso ai propri responsabili.
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