
Settimana scorsa la Guardia di Finanza ha arrestato un loro collega il quale, impossessandosi dei dati personali di persone italiane verbalizzate alla dogana di Ponte Chiasso, si recava presso il domicilio di questi e li ricattava sotto la minaccia di ulteriori controlli. Da nostre informazioni sembra che il finanziere in questione, un 40enne, lavorasse anche in Ticino. In particolare era alle dipendenze della Rainbow SA, una società di sicurezza con sede a Rivera. Sempre secondo quanto riferitoci avrebbe occupato anche compiti presso il penitenziario cantonale. Inoltre, sempre secondo queste informazioni, il finanziere avrebbe collaborato anche con le TPL di Lugano. Dalle TPL smentiscono che il militare fosse mai stato allo loro dipendenze.Discorso diverso per la Rainbow di Rivera. Il direttore Alberto Pongelli ci conferma che in effetti il militare italiano prestava servizio presso di loro. Smentisce comunque che possa mai essere stato impiegato presso il penitenziario in quanto “solo chi ha un contratto fisso può fare quel genere di servizio. Il finanziere collaborava con noi in veste di ausiliario, quindi con un contratto ad ore ed era impiegato nei servizi di sicurezza in manifestazioni ricreative e sportive”.Ma come è possibile che un finanziere italiano possa lavorare anche presso una ditta svizzera? Pongelli ci risponde che se il datore di lavoro è d’accordo, non ci sono problemi. E la Guardia di Finanza cosa dice? Sia da Ponte Chiasso che dal Comando provinciale di Como non sono stati in grado di darci conferme o smentite, questo anche perché c’è ancora in corso un’inchiesta e quindi non possono essere rilasciate dichiarazioni.[email protected]
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