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"Finanziamo l'Ufficio fallimenti, non risparmiamo"
"Finanziamo l'Ufficio fallimenti, non risparmiamo"
"Finanziamo l'Ufficio fallimenti, non risparmiamo"
Redazione
10 anni fa
Giancarlo Seitz è preoccupato dalla legge che scadrà a fine anno riguardante le esecuzioni e il fallimento

Il 31.12.2016 scadrà la legge federale riguardo le esecuzioni e il fallimento (LEF, 281.1, art. 149/a e 265) e di riscontro quindi i certificati di carenza beni. Questa legge federale entrata in vigore nel 1997 scadrà tra tre mesi senza possibilità di proroga.

Secondo il deputato Giancarlo Seitz, vi saranno svariate conseguenze a tale cambiamento: - rischio di perdita del credito da parte del creditore privato e pubblico interessato;- pericolo di domanda di risarcimento all’Ente Pubblico per mancato avviso della scadenza della legge da parte dello stesso;- l’ammontare del globale delle carenze beni in corso viene valutato dall’Ufficio Esecuzione e Fallimenti a circa 100'000'000 di Franchi Svizzeri accumulati sull’arco di più di vent’anni, ciò comporterebbe un danno fiscale per il Comune e per il Cantone, data l’impossibilità tecnica da parte di questi di recuperare le tasse non pagate.

Tematiche già in parte emerse negli scorsi mesi e che coinvolgerebbero "in modo importante gli interessi finanziari del Cantone, dei Comuni, dell’economia privata, delle Casse Malati, delle famiglie, di associazioni varie ecc. Se il rinnovo non viene rispettato nei termini di legge, questo provocherà la possibilità di fare causa di risarcimento al Cantone per mancata informazione ufficiale della scadenza, comportando così un evidente danno finanziario al Cantone stesso."

"L’Ufficio Esecuzioni e Fallimenti - scrive Seitz nella sua interrogazione al Governo - presenta una carenza di personale e di organizzazione palesi ed osservabili, che si ripercuotono sull’efficienza del loro lavoro finale. Questo evidentemente preclude fisicamente la possibilità di eseguire, ad esempio, 74'000 rinnovi di carenze beni. Il Gran Consiglio nell’ultima seduta del settembre 2016 ha votato per il risanamento di risparmio proposto dal Governo di ca. 184'000'000 milioni. In questo risanamento era previsto un intervento proprio sull’Ufficio Esecuzioni e Fallimenti. Il Gran Consilio, agendo con perspicacia, ha respinto la proposta del Governo di un risparmio sul citato Ufficio, rimandando alla Commissione preposta la proposta di risparmio del Governo."

Con tutte queste motivazioni, Seitz pone tre domande al Consiglio di Stato:

  • Per quale motivo il Consiglio di Stato non ha anticipato pubblicamente la scadenza dei termini di rinnovo dei Certificati Carenze beni, ad esempio con un comunicato stampa pubblico e privato?
  • Il CdS ha valutato una perdita finanziaria interna ed esterna nel caso di problematiche legate alla scadenza della legge LEF?
  • Il CdS era al corrente della non possibilità di una proroga federale? Quale posizione prende al riguardo il CdS? A cosa è dovuta la mancata informazione ufficiale del termine di scadenza (mancata informazione comprovata anche dall’attività di Società specialistiche private, che si sono occupate in anticipo dell’analisi della citata problematica su mandato a pagamento dei clienti creditori)?
  • Il granconsigliere in quota Lega, presenta infine le sue proposte: "Il CdS, considerata la decisione del Parlamento di respingere la proposta di risanamento dell’Ufficio Esecuzione e Fallimenti e considerata l’importanza fiscale, giuridica, giudiziaria e sociale del ruolo di questo Ufficio per il Cantone, farebbe forse meglio a prendere in considerazione un potenziamento finanziario dello stesso piuttosto che un risparmio che potrebbe avere conseguenze pesanti sul Territorio. Intendiamo qui un danno finanziario e sociale ai cittadini e all’economia."

    "Sarebbe anche bene a questo punto chiedersi se il CdS offra il sostegno adeguato al recupero sociale dei debitori, molti dei quali ancora giovani. Il mancato aiuto della fascia di popolazione più giovane comporta il rischio di un blocco generazionale e quindi anche lo sviluppo della nostra società sia sociale che economica. Interessante rimane, come sempre, il confronto costruttivo del modello ausiliario in queste situazioni di recupero adottato dai nostri colleghi Confederati di altri Cantoni."

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