
La situazione attuale dell'AVS è buona, ma l'approvazione dell'iniziativa sulla 13esima, che comporterà un aumento dell'8,33% della pensione, pone nuove sfide per il futuro. Consiglio federale e Parlamento dovranno infatti definire le modalità di attuazione e di finanziamento. Secondo l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali è probabile che la cassa AVS sarà in rosso a partire dal 2031. Come verrà dunque finanziata? Per Carlo Marazza, esperto di assicurazioni sociali, ci sono - in particolare - tre possibilità. "C'è la possibilità di incrementare il prelievo dei contributi dei cosiddetti oneri sociali. Bisognerebbe aumentarli dello 0,8%. Per i salariati lo 0,4% sarebbe a carico del datore di lavoro. Poi bisogna fare la medesima cosa per i lavoratori indipendenti e per le persone senza attività lucrativa. L'altra ipotesi è di aumentare ulteriormente l'IVA, dopo che già quest'anno è stata aumentata dello 0,4% a seguito dell'approvazione popolare della riforma AVS21. Bisognerebbe aumentarla di almeno 1%, ciò che andrebbe a colpire a pioggia un po' tutti i consumatori. L'ultima possibilità è quella di aumentare il contributo della Confederazione, che partecipa nella misura del 20% al finanziamento dell'AVS. La Costituzione lo può prevedere, ma non è un discorso facile. Già a seguito di questa votazione, la Confederazione dovrà già sborsare 800 milioni in più".

