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Ticino
Finanze cantonali, Cossi incita alla rivolta
Redazione
11 anni fa
Il sindaco di Vernate lancia un appello ai suoi colleghi: “Annullate le sedute di Municipio per lanciare un segnale forte al Governo"

Sindaci del cantone Ticino presto in rivolta? È quello che auspica Giovanni Cossi, sindaco di Vernate, che giudica inaccettabile la manovra del Governo di addossare ulteriori 11,2 milioni ai comuni nel tentativo di riequilibrare le finanze cantonali.

“Ancora una volta siamo chiamati a contribuire pesantemente al risanamento del debito dello Stato” scrive Cossi in una lettera inviata a tutti i sindaci del Cantone, ai membri del Gran Consiglio e ai membri della Piattaforma di dialogo Cantone-comuni. “Se certamente tutti condividiamo l'esigenza di riequilibrare le finanze cantonali, pochi di noi condivideranno la soluzione scelta dal Consiglio di Stato di, ancora una volta, far pesare sui Comuni i sacrifici finanziari necessari al risanamento delle finanze statali”.

“Penso sia giunto il momento” si continua a leggere, “di dire basta alla facili soluzioni che il Consiglio di Stato propone ogni qualvolta si parla di risanamento delle finanze Cantonali". 

Cossi propone dunque ai suoi colleghi di unirsi: “Coscienti delle nostre responsabilità che il nostro ruolo ci impone vi chiedo cortesemente di associarvi, a titolo personale, a questa nota di protesta”.

Questo lanciando un primo segnale concreto, annullando la o le sedute di Municipio previste nella settimana dal 7 all’11 settembre, pronti se necessario “a reazioni più drastiche”.

Secondo Cossi ciò permetterà di mandare un segnale forte al Governo, ossia che i sindaci “non sono più disponibili a farsi massacrare da decisioni che vanno a pesare in maniera determinante sulla progettualità comunale e nelle tasche delle e dei Cittadini”.

“Penso che molti di noi” conclude Cossi nella missiva, “condivideranno l'idea di suggerire al CdS di risanare le finanze dello Stato partendo da un analisi SERIA e Oggettiva dei compiti dello Stato con riduzione dell'elefantiaca burocrazia che, oltre a costarci decine di milioni mal spesi, spesso e volentieri non fa altro che pesare nei rapporti fra Cantone e Comuni”.

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