
Il gruppo PLR al completo riprende la proposta del Partito socialista di istituire la figura dell’operatore di strada anche a Bellinzona.
La Sezione di Bellinzona del PS “saluta con entusiasmo la prodigiosa riesumazione della propria proposta. Finalmente. Peccato che nel frattempo la nostra città è l’unico centro del cantone a non avere ancora questa figura, oltre che quello con il settore dei servizi sociali più ’snello’”.Il gruppo concorda quindi “sulla necessità di attivare al più presto questa figura professionale capace di intercettare il disagio sociale sul nascere”. Ma non solo: questa figura, spiegano, “va inserita in una più ampia rete di accompagnamento sociale in grado di anticipare le situazioni più a rischio. La dimensione comunale permette senz’altro un’azione di prossimità che i servizi cantonali non possiedono”.
“L’operatore di prossimità deve quindi essere un tassello di una più ampia politica giovanile che contempli luoghi e spazi di prevenzione e di animazione. I nostri concittadini più giovani hanno bisogno più che mai, in questa epoca digitale e virtuale, di spazi di aggregazione e di vita reale” fanno notare i membri del Gruppo. “Di campetti di calcio, di locali dove fare o ascoltare musica, ballare o anche solo locali e piazze dove ritrovarsi a “fare nulla”. Luoghi dove interfacciarsi con le altre generazioni. Vedere e essere visti. Ascoltare ed essere ascoltati”.
Invece, proseguono, “nella nostra città il silenzio opprime sempre più le voci e la musica e i pochi gerenti che tentano di portare avanti la propria attività commerciale cercando di offrire spazi di aggregazione musicale si confrontano con insormontabili ostacoli”.Per questo motivo, l’Unità di sinsitra sostiene con “convinzione l’attivazione dell’operatore di strada o di prossimità, il potenziamento dei servizi sociali, la promozione di una politica giovanile con nuovi spazi e attività”.
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