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Svizzera
Figli piccoli e politica, Gysin: «La domanda si pone solo quando si parla di donne»
© KEYSTONE/Anthony Anex
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Redazione
un'ora fa
La consigliera nazionale si esprime sul caso di Céline Amaudruz: la ginevrina potrebbe annunciare la sua candidatura al Consiglio federale nei prossimi giorni, ma fa discutere il fatto che sia madre di due bambine piccole – «È difficile conciliare la politica con la famiglia, ma non impossibile»

Céline Amaudruz presenterà la sua candidatura al Consiglio federale per succedere a Guy Parmelin? La consigliera nazionale è tra i nomi al centro della corsa ed è stata indicata dallo stesso ministro dell’UDC come una delle sue potenziali succeditrici. Negli ultimi giorni, tuttavia, l'attenzione dei media si è concentrata su un aspetto particolare della sua vita privata. Amaudruz è madre di due bambine molto piccole, di uno e tre anni. Il Blick, a tal proposito, ha scatenato il dibattito domandando se sia conciliabile essere consigliera federale e, parallelamente, mamma di bambini. Una domanda che, neanche a dirlo, ha aperto le discussioni. Ticinonews ha parlato del tema con la consigliera nazionale dei Verdi Greta Gysin. 

Difficile, ma non impossibile

«Penso sia un peccato che questa domanda venga posta sempre e solo quando si parla di donne, e mai quando si parla di uomini», esordisce Gysin. «Nel 2026 dovremmo partire dall'idea che se qualcuno o qualcuna si mette a disposizione per una carica, ha pensato a come organizzare di conseguenza la propria vista. Che si tratti di una mamma, di un papà o di una persona single». Certo, possono esserci anche alcune difficoltà. Gysin non lo nasconde. «Possono essere anche tante, perché la politica richiede una certa flessibilità». Spesso si è lontani da casa anche la sera, o anche più giorni di fila, soprattutto se si lavora a Berna. «È difficile conciliare la politica con la famiglia. Ma non è impossibile», sottolinea la consigliera nazionale. «Bisogna essere disponibili a mettere in secondo piano se stessi nel tempo libero, e a dedicarlo maggiormente ai figli. Ci vuole una struttura, delle persone che diano una mano». 

L'esperienza di Gysin, tuttavia, conferma che gestire i due aspetti non è impossibile, nonostante le sfide. «La difficoltà più grande per me è stata spiegare alle mie bambine, che avevano due anni, cosa facevo, quando sono stata eletta in Consiglio Nazionale. Non è facile, a quell'età, capirlo. Oggi è decisamente più semplice perché capiscono, seguono, fanno domande, e quindi anche io riesco a coinvolgerle di più nell'attività politica». 

Non solo domande

Dalla Svizzera, tuttavia, potrebbero essere messi in campo strumenti per supportare maggiormente le donne nella strada verso la politica. «Servono misure che possano aiutare a conciliare meglio lavoro e famiglia. Non solo nel campo politico. Servono più strutture per l'accudimento dei figli, che siano flessibili e non abbiano orari molto rigidi». Ma non solo. Per Gysin aiuterebbe anche più comprensione e meno domande da parte della popolazione. «È necessario avere più riconoscenza per il fatto che una persona, indipendentemente dalla propria situazione privata, si metta a disposizione. E non solo domande su come riesca a conciliare quell'attività con tutto il resto».