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Ticino
Figino: sassate ai cigni
Redazione
13 anni fa
Triste episodio tra i bagnanti allibiti, domenica pomeriggio. Besomi cita altri casi e ammonisce: "Se il cigno soffia, bisogna allontanarsi"

Un cigno preso a sassate sulle rive del Lago di Lugano, domenica scorsa alla spiaggia pubblica di Figino. È quanto si può osservare in un video pubblicato su Youtube da un indignato utente. "Vergogna ai bipedi" il suo commento, cui aggiunge rammarico per il fatto che non sia stata sporta denuncia. E in effetti alla protezioni animali non hanno sentito parlare dell'episodio. Che però non è isolato."Non siamo al corrente dello specifico episodio" afferma il presidente della Spab, Armando Besomi. "Ma proprio l'altro giorno, a Riva San Vitale, abbiamo recuperato una folaga che era stata uccisa a sassate da un gruppo di ragazzini. I quali, una volta resosi conto di quanto fatto, sono fuggiti e si sono resi irreperibili." Besomi ricorda anche un episodio accaduto cinque anni fa a Brusino Arsizio, particolarmente odioso. "Dovemmo salvare un cigno che era stato trafitto al collo da un dardo scagliato da una balestra. Perché non mirare contro gli alberi, per esempio?" Per tornare alla convivenza tra umani e cigni, Besomi consiglia una sana diffidenza. "Lanciare sassi agli animali non serve a niente. Quando si vede che nell'acqua c'è un cigno con dei piccoli bisogna evitare di andargli vicino. Perché il cigno è molto territoriale, aggredisce già i suoi simili. Proprio ieri ho sentito di una donna che ha dovuto scappare dal Lago di Origlio, in quanto un cigno le si era avvicinato ed aveva cominciato a soffiare. Quando il cigno soffia significa che è arrabbiato, meglio allontanarsi." Le aggressioni ai cigni esistono, così come viceversa, le aggressioni dei cigni ai bagnanti. Ma secondo Armando Besomi sono in calo. "Il Ticino, 40 anni fa quando ho cominciato ad occuparmi di protezione degli animali, era visto come un inferno per gli animali, da parte dei nostri cugini d'Oltralpe. Ma vedo che col tempo si è sviluppata una certa sensibilità tra la popolazione. All'inizio mi prendevano per pazzo. Oggi, invece, anche se sono molto malato e non posso più andare sul terreno, rispondo ogni giorno a 30-40 chiamate. Una volta sarebbe stato impensabile che qualcuno chiamasse, che so io da Chiasso, per chiedere di recuperare un passero. Vedere che anche qui in Ticino oggi c'è grande sensibilità per gli animali è una cosa che mi riempe di gioia."AS

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