
È stata rilasciata la 23enne portoghese domiciliata nel Luganese, fermata lunedì in quanto sospettata di essere implicata nel rapimento della 12enne di Isorella ritrovata una settimana fa all'Ostello della gioventù di Figino. Il giudice dei provvedimenti coercitivi non ha confermato il provvedimento restrittivo, ma ha ordinato delle misure sostitutive all'arresto. La donna, incinta al settimo mese, dovrà sottostare a diverse misure previste dal codice penale, quali il deposito dei documenti di legittimazione, l'obbligo di presentarsi regolarmente in polizia o il divieto di frequentare determinati luoghi e persone. La 23enne resta comunque accusata di correità in sequestro di persona e rapimento.
Intanto sta perdendo vieppiù consistenza l'ipotesi di una rete internazionale di pedofili. Le indagini si starebbero ora concentrando sul "triangolo" composto dal 26enne, da sua moglie e dalla 23enne rilasciata ieri, ossia colei che per prima ha allacciato i rapporti con la 12enne di Isorella. Sembra che quest'ultima, almeno inizialmente, avrebbe utilizzato un profilo fittizio su Facebook.
Il 26enne ha poi affermato di aver preso contatto in rete con la ragazzina solo dopo averla conosciuta di persona e di avere voluto aiutarla. Non è ancora stata spiegata, però, la follia dell'idea di volerla "adottare". Sembra comunque che nella vicenda non vi sia alcuna connotazione sessuale, ancor meno di molestie. All'ostello il 26enne avrebbe infatti preso due stanze separate, una nel reparto maschile, una in quello femminile.
Nei confronti del 26enne è stata ordinata una perizia psichiatrica. L'uomo appare molto più giovane della sua età e avrebbe comportamenti molto adolescenziali. "Il mio cliente soffre, ha lievi problemi psichici" ha dichiarato la sua legale, l'avvocatessa Isabel Schweri. "E occorre dire che se stiamo parlando di un rapimento è unicamente perché la ragazza ha meno di 16 anni, altrimenti il reato non sussisterebbe."
La ragazzina, dal canto suo, sarà presto ascoltata dal Tribunale dei minorenni di Brescia, alla presenza di un unità di accompagnamento psicologico, al fine di capire per filo e per segno quanto accaduto.
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