
I fiduciari ticinesi guardano con cautela al 2026. È quanto emerso durante l'Assemblea Generale Ordinaria della Federazione ticinese delle associazioni di fiduciari, che ha fatto il punto sulle sfide che attendono il settore nei prossimi mesi.
Le incognite dell'economia
A preoccupare sono soprattutto le incertezze legate al contesto internazionale. «Il 2026 non aiuterà in generale l'economia», ha affermato la presidente Cristina Maderni. «Quello che sta succedendo a livello mondiale porta delle incertezze, porta delle difficoltà, porta aumenti di prezzo e rallentamento economico». Una situazione che, secondo Maderni, impone prudenza anche ai fiduciari, il cui riferimento resta il tessuto economico cantonale e la propria clientela. «Per noi è un momento di fare attenzione e salvaguardare le situazioni della nostra clientela».
Il timore di nuovi oneri
Tra le preoccupazioni del settore vi è anche la situazione finanziaria del Cantone. «Sappiamo che le finanze del Cantone sono in difficoltà», ha sottolineato Maderni. Per questo motivo, il rischio di aumenti delle imposte, di maggiori oneri burocratici o di altri carichi per le imprese «non può che preoccuparci». La presidente della Federazione ha ricordato che negli ultimi anni sono stati ottenuti miglioramenti delle condizioni quadro e che «per noi è fondamentale poterli mantenere così come sono».
Professione in crescita
Accanto alle preoccupazioni emergono però anche segnali positivi. Le autorizzazioni delle persone iscritte all'albo continuano infatti a crescere regolarmente. «Questa professione è ancora di attualità», ha osservato Maderni, sottolineando come l'aumento delle richieste rappresenti anche una garanzia per la clientela, grazie alla presenza di un numero crescente di professionisti qualificati. Le autorizzazioni hanno ormai superato quota 1.500. Considerando anche il settore dei gestori patrimoniali, oggi sottoposti alla vigilanza della FINMA, il numero degli operatori resta stabile. «Siamo circa 700-800 aziende che lavorano nel settore».
Il confronto con l'autorità di vigilanza
Nei prossimi mesi è inoltre previsto un incontro con l'autorità di vigilanza, con la quale la Federazione mantiene un dialogo costante attraverso uno o due incontri all'anno. Tra i temi sul tavolo vi saranno gli aumenti tariffari introdotti nel 2026. «Vogliamo comprendere questi aumenti, visto che non ci erano stati anticipati». L'incontro servirà inoltre a fare il punto sulle modalità operative dell'autorità e a condividere con essa le principali preoccupazioni e soddisfazioni espresse dagli operatori del settore.

