
In futuro potrebbe non essere più necessario disporre dei titoli di studio previsti dalla legge per accedere alla professione di fiduciario finanziario. Lo propone il Dipartimento delle Istituzioni, che di recente ha messo in consultazione una bozza di messaggio per la modifica della legge che disciplina in Ticino le professioni di fiduciario, la Lfid, la cui ultima versione è entrata in vigore nel luglio 2012. Autorizzazione se almeno dieci anni in bancaSecondo quanto riporta oggi La Regione, il nuovo articolo che il dipartimento intende introdurre nella legge consentirebbe di rilasciare l'autorizzazione per l'attività di fiduciario finanziario anche a coloro che, nei dieci anni precedenti la richiesta, hanno operato senza interruzione in una banca soggetta alla Legge federale sulle banche e le casse di risparmio, a condizione che abbia svolto l'attività di gestore patrimoniale e consulente agli investimenti. L'istanza, secondo il progetto del DI, dovrebbe "essere inoltrata entro sei mesi dalla cessazione dell'attività bancaria".Oggi decide l'Autorità di vigilanzaOggi per accedere alla professione di fiduciario finanziario in Ticino occorre essere autorizzati dall'Autorità di vigilanza e vantare come titolo di studio una licenza, bachelor o master in scienze economiche o commerciali "rilasciati da un'università svizzera", un diploma di economista aziendale Sup o un diploma federale di analista finanziario e amministratore di patrimoni."Due professioni di fatto identiche"Il Dipartimento sollecita un'eccezione per gli aspiranti fiduciari provenienti dalle banche. "Questa agevolazione per i bancari si giustifica e non compromette in alcun modo gli obiettivi di fondo che sorreggono la Lfid quale strumento a favore della qualità e professionalità del settore fiduciario, giacché le due professioni - gestore/consulente in banca e gestore/consulente esterno - sono di fatto identiche ed entrambe richiedono le stesse competenze tecniche" spiega il Dipartimento nel progetto di messaggio."La legge è appena stata cambiata"Tra i fiduciari, però, qualche dubbio sulla misura c'è. "Sono sorpresa e perplessa" ha dichiarato sempre a La Regione Cristina Maderni, presidente della Federazione ticinese delle associazioni di fiduciari. "Sono sorpresa per due motivi: l'eccezione prospettata per i bancari non deriva da una richiesta del Ftaf; la proposta giunge a solo poco più di un anno dall'entrata in vigore della nuova legge cantonale sui fiduciari. Che senso ha promulgare una legge e poco tempo dopo prevedere già delle eccezioni?" ha detto Maderni, esprimendosi a titolo personale. "Per noi il possesso dei titoli di studio riconosciuti dalla Lfid è uno dei requisiti fondamentali ai fini dell'autorizzazione.""Perché non estendere l'eccezione?"Maderni esprime poi un'ulteriore perplessità. "Perché allora non estendere l'eccezione a chi sprovvisto di diploma ha però almeno 10 anni di esperienza come impiegato di una fiduciaria finanziaria?""Nuovi sbocchi professionali oltre la crisi"Stasera il comitato della Ftaf discuterà della proposta del Dipartimento, secondo il cui direttore, Norman Gobbi, l'eccezione vorrebbe dire poter "offrire un nuovo sbocco professionale a persone colpite dalla crisi del settore bancario nonché valorizzare le competenze di chi vanta una lunga esperienza in banca." Gobbi ha comunque promesso di valutare le osservazioni della Ftaf.
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