
Prosegue la riorganizzazione interna di FFS Cargo con conseguenze sul Ticino. Oggi il comitato contro lo smantellamento ha incontrato Il Consiglio di Stato rappresentato da Marina Carobbio Guscetti e Christian Vitta e il presidente della deputazione ticinese trovando pieno sostegno. «È stato un incontro molto positivo», ci dice Matteo Pronzini per il comitato. «Abbiamo illustrato la drammatica situazione che stanno vivendo i lavoratori di FFS Cargo in questo momento. Di fatto FFS Cargo sta sopprimendo i posti di lavoro e da parte del Consiglio di Stato c'è sostegno alle nostre rivendicazioni: non chiudere il deposito di Chiasso e non perdere i dipendenti e i macchinisti, ma tenerli e al limite occuparli in prestito in altre ditte del settore ferroviario».
Problema di trasparenza?
Rivendicazioni, come anticipa Pronzini, per la salvaguardia dei posti di lavoro in FFS Cargo. Nel processo di riorganizzazione, ai dipendenti vengono fatte delle offerte di ricollocamento, ma come afferma il Segretario sindacale del SEV Thomas Giedemann, manca la trasparenza: «Purtroppo riscontriamo un comportamento censurabile da parte delle FFS verso il personale, perché il personale -al quale viene comunicata la perdita del posto- viene messo alle strette. Gli viene fatta un'offerta che le FFS ritengono adeguata, ma poi bisogna anche vedere se lo sia veramente. D’altra parte, abbiamo un problema oggettivo di trasparenza. Il 19 maggio è stato comunicato che il personale della manovra del deposito macchinisti di Chiasso non sarebbe stato toccato. C'è scritto nero su bianco sui documenti delle FFS. Alcuni giorni dopo il personale coinvolto è stato chiamato, perché gli è stata comunicata la perdita del posto«.
Perdita di posti di lavoro a Chiasso
Nel vortice anche Luca Benato vicepresidente del sindacato dei macchinisti: «L’anno scorso è stata annunciata la chiusura di tre depositi: Buchs, Briga e Chiasso. A Buchs hanno aperto un deposito a Gossau, a Briga hanno aperto un deposito a Sion e Chiasso, invece, viene chiuso. In Svizzera Interna hanno trovato un accordo con tutti i dipendenti. A Chiasso verranno trasferiti, ma non si sa dove. Attualmente, compreso il sottoscritto, è stata recapitata la lettera in cui si formalizzava la perdita del posto di lavoro a fine anno. L'unica proposta messa in atto è stata quella di andare personalmente alla TILO per un colloquio, per vedere se ci assumono. Questo non fa parte del contratto collettivo».
Problemi aziendali
Una gestione d’azienda, secondo Giedemann, caotica: «SBB Cargo International in Ticino necessita urgentemente di personale. Eppure, riscontriamo -attraverso le dichiarazioni di Alexander Muhm, presidente del consiglio di amministrazione di questa azienda, oltre che direttore di FFS Cargo- che addirittura c'è esubero. Una dicotomia totale dalla, dalla realtà. FFS Cargo oggettivamente ha dei problemi che si trascina da venticinque anni, ovverosia da quando è stata creata. I problemi di oggi sono anche frutto di errori dirigenziali del passato».
Alla manifestazione presente anche il Governo
Rivendicazioni del comitato, come dicevamo, che spaziano dall’ambito occupazionale, a quelle ambientali passando per uno potenziamento dei servizi in Ticino. Le richieste avranno eco anche in una manifestazione in cui sarà presente anche il Consiglio di Stato. «Il Consiglio di Stato sarà presente alla manifestazione che venerdì 12 giugno, ore 18, faremo a Chiasso a sostegno delle nostre rivendicazioni a difesa dei lavoratori FFS Cargo», conclude Matteo Pronzini.

