
Lo scorso 26 ottobre Matteo Pronzini ha inoltrato un’interpellanza riguardante una pubblicazione delle FFS "Visioni e apparizioni in Ticino", ritenuta "piena di bugie e irrispettosa nei confronti della popolazione ticinese" (vedi articolo suggerito).
Insieme alla deputata Nadia Ghisolfi (PPD), Pronzini ha scritto oggi al Consiglio di Stato per aggiungere un ulteriore tassello alla vicenda.
"In un comunicato stampa del 26 ottobre le FFS hanno cercato di giustificarsi, arrampicandosi sui vetri - scrivono i due deputati - Non sarebbe stata loro intenzione essere irrispettosi verso il Ticino, i ticinesi e il mondo politico cantonale. A loro parere la pubblicazione sottolineerebbe lo spirito pionieristico fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del cantone che importanti personalità ticinesi hanno svolto con l’arrivo della ferrovia a partire da fine Ottocento".
Una giustificazione che non ha soddisfatto la deputata PPD e il collega del Movimento per il socialismo: "Le bugie hanno le gambe corte. Infatti, nel corso del 2015 le FFS avevano già pubblicato un libro, il cui autore è sempre lo scribacchino di corte Hanspeter Gschwend, dal titolo Traversine e Traversie, l’Officina il Ticino e la ferrovia del Gottardo, nel quale, facendo agire il defunto sindaco di Bellinzona Giuseppe Molo, già si davano pesantissimi giudizi sul Ticino, sui suoi abitanti, sulle sue reali capacità di realizzare qualcosa. Un giudizio che si estendeva anche a tutta la classe politica. Non da ultimo con delle pesantissime ed inaccettabili considerazioni sul ruolo delle donne".
"A conferma che, le esternazioni contenute nella recente pubblicazione, erano già presenti anche in quella precedente, riportiamo l’epilogo di quel libro, che riportiamo qui brevemente, che mostra in modo eloquente quel che le FFS pensano del Ticino:
“Giuseppe Molo: Dovete sapere, che questo in fondo è un bene. Perché perlomeno l’architetto è uno dei nostri. Le costruzioni, quelle sono sempre state uno dei nostri punti forti. Palazzi in Russia, cattedrali in Baviera…
Ma committenti no, quello non lo siamo mai stati, quelli erano gli altri, sempre i forestieri. Se qui c’è questa vecchia stazione, se c’è la Ferrovia, in fondo è grazie a loro, ai Tedeschi, ai Zücching per intenderci. E se oggi ci sarà la nuova stazione, se arriveranno quei nuovi sfavillanti treni a traversare le Alpi in un battibaleno, se ci saranno nuovi centri di manutenzione in tutto il territorio, da Biasca fino a Chiasso, a portare nuovo lavoro e nuove commesse alla mia amata Officina, beh, è sempre grazie a loro: ai Tedeschi…
Sempre la solita vecchia solfa: preferiamo perderci in piagnistei e litigi, invece di alzare un dito e prendere in mano la situazione, creando qualcosa di grandioso!Sarebbe ora che le cose cambiassero, che la gente di oggi la smettesse e si sforzasse di cambiare quella tipica mentalità e cominciasse ad agire! Invece di inviare a Berna un delegato per il Ticino, dovrebbero aprire le braccia a delegazioni del mondo intero, invitandole a venire ad ammirare la nostra industria, le nostre scuole, i nostri centri di ricerca.
In verità i manager, quelli che durante lo sciopero dell’Officina sono stati tanto bistrattati e demonizzati, sono quelli che dovrebbero essere dei Ticinesi. Avremmo bisogno di veri uomini d’affari, di queli che agiscono con piglio deciso, amino il rischio, abbiano grandi vedute, non mollino mai e tengano duro, e quando necessario si dimostrino testardi al limite della cocciutaggine.
Fratecolla: No, dei tipi così qui non avrebbero un solo giorno di vita, nessuna possibilità. Casomai dovrebbero venir qua, sposarsi con delle donne ticinesi, questo sì, e poi saranno forse i loro figli ad avere le caratteristiche giuste, proprio quelle che servono qui: la disciplina e l’energia dei Tedeschi, ben amalgamate con la creatività e la gioia di vivere che tanto ci contraddistinguono”.
Per i due deputati la misura è colma e nello scritto inviato oggi chiedono al Governo, nell’ambito delle risposte alla interrogazione dello scorso 26 ottobre, di volersi esprimere su queste considerazioni contenute nella/e pubblicazione/i delle FFS.
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