
Il Sindacato del personale dei trasporti (Sev) ha organizzato a Bellinzona una manifestazione per la consegna delle 4’000 firme raccolte contro la privatizzazione delle pulizie nelle stazioni Ffs. Un luogo scelto simbolicamente - in quanto “la privatizzazione della pulizia delle stazioni ferroviarie di piccole e medie dimensioni colpirà soprattutto le regioni periferiche” - dopo “il rifiuto del Ceo delle Ffs Vincent Ducrot di ricevere personalmente le firme della petizione”. “Questo progetto mette a rischio i posti di lavoro di 130-150 dipendenti temporanei. Le Ffs dovrebbero assumerli in modo permanente, soprattutto perché hanno lavorato per anni come dipendenti temporanei. Anche se questa riorganizzazione entrerà in vigore a metà del 2022, il personale non è sicuro”, spiega nel comunicato stampa Patrick Kummer, segretario sindacale del Sev. Di questi dipendenti, sarebbero una ventina quelli interessati dalla misura in Ticino.
“Contraria agli obiettivi del Consiglio federale”
Secondo il sindacato la privatizzazione della pulizia delle stazioni “è problematica non solo dal profilo occupazionale, ma anche da quello politico, perché contraddice diversi obiettivi del Consiglio federale assegnati alle Ffs: secondo il Consiglio federale, le Ffs dovrebbero tenere conto delle preoccupazioni delle diverse regioni. Ma se i servizi nelle stazioni meno frequentate sono esternalizzati, questo porterà ad un indebolimento delle regioni”.
Stroppini: “Andrebbero regolarizzati, si colpiscono i più deboli”
Queste invece le parole di Angelo Stroppini, segretario sindacale del Sev in Ticino, intervistato sul posto da Teleticino: “In questa riorganizzazione si vanno a toccare le persone più deboli, persone che fanno un lavoro umile che ora devono svolgere in totale incertezza con il rischio di passare dallo statuto di lavoratore interinale a quello di lavoratore esternalizzato dalle ferrovie. Questo a noi non va assolutamente bene”. “Le Ffs invece di liquidare questi lavoratori temporanei dovrebbe assumerli definitivamente”, aggiunge il rappresentante sindacale, “considerando che di temporaneo non hanno assolutamente niente in quanto lavorano in azienda da più di 5 anni. In modo che la questione della pulizia delle stazioni resti di fatto in mano alle Ffs”.
Sempre Stroppini, nel comunicato stampa del sindacato, ha fatto un paragone con la situazione dello sgombero della neve, “privatizzato da anni, anche se prima era un compito delle Ffs”. “Quando è caduta la prima neve”, ha spiegato, “le Ffs hanno dovuto chiedere ai passeggeri di prendere degli autobus sostitutivi per recarsi in Leventina. Questo episodio ha lasciato un chiaro segno sul personale in Ticino”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

