
Austria e Germania hanno introdotto l’obbligo di mascherina Ffp2 sui mezzi di trasporto e nei negozi. Un tema che fa discutere. E in Svizzera? Le nostre autorità sanitarie non sembrano essere della stessa opinione di quelle dei paesi vicini. Perché? Perché sarebbero più difficili e faticose da usare, come ha più volte ripetuto il medico cantonale Giorgio Merlani. “Ci sono vantaggi e svantaggi”, dice invece Andreas Cerny, direttore dell’Epatocentro Ticino. “Filtrano di più, però sono più impegnative e più difficili da mettere e hanno un costo maggiore. Però in situazioni dove c’è un virus in giro e dove non mi posso distanziare da una possibile fonte di contagio, queste mascherine proteggono indubbiamente di più”, spiega. Ma anche Cerny, spiega, sceglie la mascherina chirurgica per muoversi nella società, diverso il caso dei reparti a rischio degli ospedali, dove oltre alla Ffp2 si indossa anche una protezione per gli occhi.
Ma anche da parte della politica, un passo come quello austriaco e tedesco non sembra possibile. Per contrastare i contagi sui mezzi pubblici, dopo molte richieste da più parti, in Ticino si è deciso recentemente di introdurre più corse nei momenti a rischio, ma un inasprimento delle misure sulle mascherine dovrebbe arrivare da Berna: “La Confederazione ha preso in mano le redini della situazione e a questo punto prospettare delle soluzioni in solitaria non appare percorribile”, ha spiegato a Teleticino Claudio Zali. “Aspettiamo per il momento di vedere che effetto avranno le misure che introduciamo in questo momento, che hanno tra l’altro un costo rilevante, e rimarremo attenti e vigili su questa situazione”, aggiunge.
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