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Ticino
Festival di Locarno sotto tiro per Israele
Redazione
12 anni fa
Il PC chiede le dimissioni di Marco Solari: "Prima sbatte la porta in faccia ai russi, poi le spalanca ai sionisti!"

Dopo Colombia, Messico, Cile e Brasile, quest'anno sarà Israele il Paese protagonista di Carte Blanche, iniziativa che si tiene nell'ambito del Festival del film di Locarno, in programma dal 5 al 15 agosto 2015.

Una scelta, quella del Paese medio orientale, che ha fatto sobbalzare sulla sedia il Partito comunista del nostro Cantone.

"Marco Solari prima sbatte le porte in faccia ai russi, poi le spalanca ai sionisti!" esclama il segretario politico Massimiliano Ay in un comunicato a nome del partito.

"Dopo aver rifiutato - quasi fossimo ancora in piena guerra fredda - l’offerta della Russia di una vera cooperazione con il Gosfilmofond, cioè la più grande cineteca del mondo, il Festival del film di Locarno comunica che l’edizione 2015, la 68esima dell’importante evento culturale locarnese, sarà caratterizzata da un partenariato con l’Israel Film Fund, emanazione del governo di Tel Aviv" scrive il PC.

"Non c’è bisogno di ricordare" si legge nel comunicato "che Israele è un paese che occupa territori palestinesi che non gli appartengono, che dispone di una legislazione degna dell’apartheid per gli arabi, che bombarda il Libano e che favorisce il separatismo etnico per balcanizzare la Siria, che ha usato persino i terroristi dell’ISIS per raggiungere i suoi scopi egemonici e guerrafondai. Se con quel Paese si vuole collaborare, che almeno si dia forza al cinema indipendente dei registi anti-sionisti che non ricevono sovvenzioni."

"Abbiamo spesso difeso la libertà artistica del Festival del film di Locarno perché lo vorremmo sempre migliore e un fiore all’occhiello dell’offerta culturale del nostro Paese, ma davvero fatichiamo a comprendere queste scelte, soprattutto dopo aver voltato le spalle ai russi creando imbarazzo anche presso l'Ufficio federale della cultura: hanno tutto il sapore della genuflessione agli interessi diplomatici ed economici della lobby sionista presente nel nostro Cantone" conclude il Partito comunista, lanciando una frecciata: "Non sarebbe magari ora che la presidenza del Festival passasse di mano?"

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