
Anche Norman Gobbi si unisce all’ondata di indignazione a seguito della “notte brava” a base di champagne di un influencer e altre sei persone alla Scuola Media di Locarno 1, e lo fa fuori dai denti ai microfoni di Teleticino: “Come molti ticinesi sono anch’io inc***ato, permettetemi questo gergo che esprime le emozioni che si provano vedendo l’abuso di un luogo sacro come una scuola, in cui c’è un aspetto formativo ma anche di trasmissione di valori. Tra questi valori c’è anche il rispetto delle regole e utilizzare questo luogo, di notte, per infrangere delle regole in un momento difficile per tutti, è ancora di più inconcepibile”.
“Occorrono più controlli alle frontiere”
Cosa non ha funzionato? “Non ha funzionato il fatto che un docente ha permesso questa situazione, come ha stigmatizzato correttamente il Decs. Dall’altro lato c’è anche un’inchiesta di polizia che è stata immediatamente avviata e che ha coinvolto anche le dogane per gli aspetti di entrata e che valorizza ancora una volta le richieste del Consiglio di Stato di svolgere controlli alla frontiera, perché questi esempi negativi confermano la necessità di svolgere questi controlli alle frontiere svizzere”.
“Necessario intervenire subito”
Inoltre, dichiara Gobbi, “è necessario intervenire subito per far capire che qui non si può fare quello che si vuole, c’è ancora un alto livello di controllo sociale e le autorità sono disposte a perseguirle in questo periodo in cui si chiede di rispettare le regole. E chi non le rispetta dev’essere sanzionato”. Intanto, le 7 persone implicate sono state tutte denunciate per violazione all’Ordinanza Covid e, quattro di loro, per diverse violazioni alla Legge federale sugli stupefacenti.
Il ritratto dell’influencer
Ma chi è Davide Lacerenza, l’influencer che ha documentato, capitanato e probabilmente ideato la bravata? Teleticino ha tinto un ritratto del titolare del “Gintoniera di Davide” di Milano: più volte implicato in inchieste di vario tipo, da quella di Panorama del 2009 in cui risultava al primo posto tra i ristoranti italiani dai conti gonfiati con la sua Malmaison, Lacerenza era balzato nuovamente agli onori delle cronache nell’ultimo anno quando la sua “Gintoneria” di Milano è stata chiusa più volte per assembramenti, schiamazzi, e droga.
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