
I due studenti, un 29enne svizzero e un 26enne francese, finiti in manette per gli scontri con la polizia presso il parco di Villa Argentina sono stati rilasciati e hanno potuto fare rientro a casa. Rimangono tuttavia indagati, assieme alle altre persone coinvolte, a vario titolo per aggressione, rissa, lesioni semplici, vie di fatto, violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari, impedimento di atti delle autorità.
Sarà l’inchiesta a far luce su quello che è esattamente successo nella notte tra giovedì e venerdì. Ma le versioni divergono. Da un lato ci sono i giovani che, hanno riferito a La Regione, negano di aver lanciato sassi contro la polizia e sono rimasti perplessi per la rapidità con cui si è passati dalle parole ai fatti. Dall’altro le forze dell’ordine che sono intervenute per gli schiamazzi e la musica ad alto volume. Il capo dicastero sicurezza di Mendrisio Samuel Maffi ai microfoni di Teleticino ha parlato della violenza a cui gli agenti sono stati confrontati, ma ha escluso che si tratti di un disagio sociale, ma piuttoso di una festa eccessiva, “che ha superato i limiti della decenza”.
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