
Numerosi progetti di potenziamento dell'infrastruttura ferroviaria (Ferrovia 2030) potrebbero essere rinviati alle Calende greche. La lista di quelli previsti dal Parlamento è stata suddivisa in due priorità. I provvedimenti che rientrano nella seconda dovranno ancora essere oggetto di esami approfonditi.Tutto dipenderà anche dai fondi a disposizione. Sono previste due varianti di finanziamento: una da 12 e un'altra da 21 miliardi di franchi. L'Ufficio federale dei trasporti (UFT) e le Ferrovie federali (FFS) hanno annunciato stamani in una conferenza stampa che, oltre ad attingere al Fondo di finanziamento dei trasporti pubblici (Fondo-FTP), si dovranno cercare altre fonti d'entrata. Possibili soluzioni: una tassa percepita sui titoli di trasporto, una riattribuzione della parte della Tassa sul traffico pesante (TTPCP) destinata ai cantoni, un aumento dell'IVA o un contributo dei cantoni. La procedura di consultazione su Ferrovia 2030 dovrebbe svolgersi nella primavera del 2011.«Ferrovia 2030 significa più posti a sedere, più treni e più spazio nelle stazioni», ha sentenziato Max Friedli, direttore dell'UFT. In particolare significa aumentare la capacità negli orari di punta su tratte sovraccariche che collegano centri importanti e, nella variante da 21 miliardi, anche sulle tratte regionali, ha da parte sua spiegato Andreas Meyer, CEO delle FFS. Per arrivare a ciò è necessario sopprimere diverse strettoie sulle linee e investire per poter usare treni più lunghi, treni a due piani o eventualmente altro materiale rotabile. L'obiettivo per il traffico passeggeri è creare 4000 posti a sedere supplementari nelle ore di punta, ha aggiunto lo stesso Meyer. Otto progetti figurano in prima priorità nella variante da 12 miliardi, in particolare in Romandia. Altri tre progetti si aggiungono nella variante da 21 miliardi. Si tratta delle misure per il traffico regionale e d'agglomerato, nonché lavori al San Gottardo e allo Zimmerberg. Sono considerati di seconda priorità la soppressione delle strettoie della Bellinzona-Locarno, della Losanna- Yverdon, della Morges-Allaman e della Gland-Rolle, nonché progetti nella Svizzera tedesca, come la galleria del Wisenberg. La variante più onerosa prevede, fra le altre cose, anche l'aumento dell'altezza e della larghezza delle gallerie lungo il corridoio nord-sud, ha spiegato ancora Meyer, e ciò in modo da permettere il passaggio di treni con contenitori di dimensioni maggiori. Le FFS intendono inoltre portare a una cadenza di mezz'ora il traffico fra Zurigo e Ticino e mirano ad introdurre un treno supplementare fra Locarno e Lugano. Dopo aver ascoltato il punto di vista dei Cantoni, spetterà al Consiglio federale decidere, nel corso del 2011, se sottoporre al Parlamento le due varianti o una soltanto. Le prime proposte non soddisfano il Ticino Entrambe le varianti proposte dalla Confederazione (sia quella di 21 miliardi di franchi, che quella di 12 miliardi) "penalizzano pesantemente il Cantone Ticino e l’intero sistema ferroviario nazionale, poiché non considerano la necessità di completare la linea AlpTransit con la circonvallazione tra Biasca e Camorino e con il prolungamento fino al confine con l’Italia".Così il Dipartimento del Territorio boccia oggi le prime proposte dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT) e delle FFS. "Sin dagli anni Novanta - si legge ancora nella nota del Territorio - il Cantone si è prodigato per promuovere il tracciato per la nuova linea tra Biasca e Camorino (circonvallazione di Bellinzona) ottenendone l’approvazione del Consiglio federale nel 1999. Successivamente, il Ticino si è attivato per favorire una decisione anche sul tracciato definitivo tra Lugano e Chiasso, partecipando attivamente alla ricerca delle possibili soluzioni e seguendo l’allestimento dello studio di varianti presentato da UFT lo scorso anno". Il Can
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