
Non è rimasto indifferente il direttore del Mattino della Domenica Lorenzo Quadri al duro attacco di Natalia Ferrara che oggi - a margine della richiesta delle dimissioni del consigliere comunale di Stabio Graziano Della Casa, finito sotto inchiesta per truffa - si è scagliata contro il domenicale e il movimento di via Monte Boglia (vedi articolo suggerito).
"Accipicchia! Da far tremar le vene ai polsi..." esordisce Quadri su Facebook. "L'unica cosa che emerge con chiarezza dalle torrenziali e fantasiose divagazioni della presidente del PLR di Stabio è che a codesta Signora il Mattino dà molto fastidio (anche se probabilmente nemmeno lo legge, a giudicare dal suo comunicato). E che la Signora in questione non ha il dono della sintesi. Il resto è foffa. Per chiedere le dimissioni di qualcuno bastano poche righe (ma forse la Signora temeva che con un comunicato troppo corto e non sufficientemente colorito non avrebbe ottenuto la pubblicazione della sua foto sui portali/quotidiani)".
Nella sua invettiva Ferrara ha elencato alcuni rappresentanti leghisti che recentemente sono balzati agli onori della cronaca per essere finiti sotto inchiesta oppure sono stati "facili all'insulto". Ma a detta di Quadri, l'esponente liberale ha dimenticato di menzionare anche altri politici. "Non risulta, ma forse mi è sfuggito, che la Signora presidente del PLR di Stabio abbia chiesto con la stessa facondia ed enfasi le dimissioni della sua collega di parlamento Lisa Bosia Mirra, PS, sotto inchiesta e rea confessa per le note questioni di favoreggiamento all'entrata illegale".
"Per qualche strano motivo" aggiunge Quadri, "la Signora punta il dito contro la Lega (cosa per lei del tutto insolita, da rimanere a bocca aperta...) ma non pubblica l'elenco dei politici PLR sotto inchiesta o condannati. Forse, data la lunghezza del comunicato, aveva esaurito lo spazio a disposizione?"
Quadri conclude precisando che la posizione del Mattino su Della Casa è stata pubblicata domenica scorsa e che, nella misura in cui è colpevole, "pagherà come è giusto che sia".
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