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Ticino
«Fermoposta» sgradito a Magliaso, il materiale di voto non arriva
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 ore fa
Un centinaio di abitanti non ha ricevuto le buste in vista dell'8 marzo. «Sono rimaste in giacenza a causa di un disguido», ammette la Posta. Una mancanza che, in casi estremi, può avere conseguenze legali.

Un centinaio di buste contenenti il materiale di voto in vista del prossimo 8 marzo non recapitate ai cittadini di Magliaso, in prevalenza coloro che vivono lungo Via Cantonale. La notizia, anticipata da Tio.ch, è stata confermata dalla Cancelleria comunale, a cui spetta la distribuzione del materiale, e che lo aveva consegnato alla Posta già lo scorso 2 febbraio. Qualcosa però è andato storto. «Abbiamo constatato che un contenitore con 99 buste è rimasto inavvertitamente in giacenza presso un nostro Ufficio di recapito. Abbiamo provveduto alla distribuzione questa mattia», spiega a Ticinonews il portavoce della Posta Marco Scossa, che a nome del Gigante Giallo si scusa con i cittadini interessati, così come con le autorità comunali e cantonali.

Un errore che non può ripetersi

Oltre a fare mea culpa, la Posta procederà a un'indagine interna per chiarire le responsabilità e cercare di evitare che disservizi simili si ripetano. «Si tratta di capire come sia stato possibile che questo contenitore sia rimasto in giacenza inavvertitamente per diversi giorni». Una svista, quella commessa presso l'Ufficio di recapito di Caslano, che ipoteticamente può avere conseguenze giuridiche. La distribuzione del materiale di voto agli elettori, di competenza delle cancellerie comunali, deve infatti avvenire per legge - sia per gli oggetti cantonali, sia per quelli federali - al più tardi 3 settimane prima del giorno della votazione o elezione. Se questo non avviene, come nel caso di Magliaso, si è di fronte a una potenziale irregolarità contro la quale si potrebbe ricorrere.

Possibili conseguenze sullo scrutinio

Un annullamento della votazione - ci ha spiegato il responsabile dei Servizi giuridici del Consiglio di Stato Francesco Catenazzi - potrebbe tuttavia aver luogo «soltanto se queste irregolarità vengono giudicate rilevanti a tal punto da influenzare l'esito dello scrutinio». Ad esempio, delicato sarebbe un caso in cui il numero di buste tardive sia superiore alla differenza fra favorevoli e contrari a un determinato oggetto in votazione. In caso contrario, l'irregolarità sarebbe giudicata non rilevante per l’esito dello scrutinio e non ne conseguirebbe un annullamento.