
La notizia della scomparsa di Christopher Lee ha colpito tutto il mondo, dimostrando l’apprezzamento e la considerazione globale per l’attore britannico. Una notizia che ha spiazzato anche il Presidente di Castellinaria Gino Buscaglia che ospitò l’attore al Festival del cinema giovane di Bellinzona nel 2005.
Prima di parlare della visita bellinzonese abbiamo chiesto a Buscaglia i motivi del successo planetario, lanciato dall’interpretazione del Conte Dracula.“Una serie di film che nel corso della sua carriera ha detestato. Christopher Lee era una persona disponibile sempre pronta a rispondere a qualsiasi domanda, tranne quelle su Dracula. Era un attore di grande carisma, vuoi perché era alto, ma anche per la grande espressività del volto, che usava senza mai gigioneggiare. Era capace di dare spessore a personaggi anche secondari, colpendo il pubblico. A volte anche con ironia. Un esempio è il suo ruolo nel film con Johnny Depp la “Fabbrica di cioccolato”, dove interpreta il padre dentista di Willy Wonka. Poi ci sono altre interpretazioni magistrali come quella di Saruman nel “Signore degli anelli”. Ha sempre saputo affrontare tutte le sfide nonostante l’età”.
Buscaglia ci racconta poi del suo incontro con l’attore.“Lo abbiamo avuto ospite a Castellinaria nel 2005. Una persona meravigliosa. Ha incontrato i ragazzi e non si è mai negato alle loro domande. Ricordo che quando è salito sul palco, tutti si sono alzati in piedi ad applaudirlo e lui con un semplice gesto della mano ha bloccato la standing ovation. Come farebbe lo stregone Saruman. Era una sorta di nobile, non per niente l’hanno nominato Cavaliere, che però si concedeva a tutti senza atteggiamenti di superbia.”
Ma fra i tanti riconoscimenti internazionali e del pubblico gli è sempre mancato un Oscar…“Una cosa ininfluente nella sua carriera – taglia corto Buscaglia. Oltretutto, lui era inglese e fiero di esserlo e questo suo modo di porsi non altero ma deciso non gli ha fatto guadagnare simpatie oltreoceano. Il lavoro e i riconoscimenti, anche in tarda età, non gli sono comunque mai mancati…”
AR
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