
Negli scorsi giorni, rispondendo a un'interrogazione dei deputati PS Fabrizio Sirica e Laura Riget, il Governo ha confermato di essere a conoscenza dei versamenti di limo proveniente da impianti di lavorazione di materiali inerti nell’alveo del fiume Melezza, all'altezza di Camedo. "A seguito della segnalazione di un intorbidimento del lago di Palagnedra, un collaboratore dell’Amministrazione era intervenuto e la valutazione dell’evento ha portato alla luce la presenza di limo sulla spiaggia e anche l’influsso di una frana avvenuta nella parte italiana del corso d’acqua" scriveva il Consiglio di Stato. Appurata la non conformità del deposito, "lo stesso è stato immediatamente segnalato al servizio competente" e il Consiglio di Stato "ha ordinato la rimozione del materiale".
Preso atto che i servizi dell’Amministrazione cantonale "erano a conoscenza dell’inquinamento e che sono intervenuti sul posto", Sirica torna alla carica con una nuova interrogazione parlamentare al Governo e un'interpellanza al Municipio di Locarno. Questo dopo che è stato pubblicato un ulteriore reportage del bimensile "L’inchiesta" che denuncia un altro presunto caso di inquinamento da limo a Losone, sempre proveniente dagli impianti della Silo & Beton Melezza SA, e anche presso i Terreni alla Maggia.
"Tramite il video e le varie interviste appare come il limo proveniente dagli scarti di lavorazione degli impianti della Silo & Beton Melezza SA viene disperso sui campi da coltivazione dei Terreni alla Maggia. Tale pratica pare andare avanti da molti anni" sottolinea Sirica. "Le analisi effettuate da un laboratorio riconosciuto dimostrano che il limo depositato ai Terreni alla Maggia è inquinato. L’eventuale danno alla qualità delle colture deve ancora essere valutato, così come gli influssi sulla qualità delle acque, dato che il Delta della Maggia è per la maggior parte situato in un settore di protezione delle acque".
Ma oltre alla tematica del limo, "sono state segnalate altre situazioni che potremmo definire “opache”" denuncia Sirica. "Situazioni che se confermate sembrerebbero suggerire del favoritismo nel modo in cui si applica la legge sull’azienda in questione".
Queste le domande poste al Governo:
1. Al termine dei lavori di rimozione del limo da parte della Silo & Beton Melezza SA, è stato effettuato un sopralluogo presso il silo di Camedo (sia sulla proprietà demaniale, sia sulla proprietà della Silo & Beton Melezza SA) per verificare che tutto il limo depositato abusivamente presso i sedimi del silo fosse stato rimosso? Se no, perché? Il Consiglio di Stato può confermare che tutto il limo presente abusivamente nella zona è stato rimosso?
2. Perché ad oggi non è ancora stato emesso un ordine di smantellamento degli impianti del silo di Camedo appartenenti alla Silo & Beton Melezza SA, vetusti, inutilizzati da svariati decenni e privi di autorizzazione d’esercizio? Qual è l’autorità competente per emettere un tale ordine?
3. Il sedime del silo di Camedo ha i criteri per essere inserito nel catasto dei siti inquinati?
4. La concessione di pescaggio di inerti a Camedo rilasciata a favore della Silo & Beton Melezza SA era stata messa a pubblico concorso? Se non è stata fatta alcuna procedura, perché?
5. Chi svolgerà in futuro il pescaggio di inerti a Camedo? Quale procedura intende seguire il Cantone per rilasciare una nuova concessione di pescaggio degli inerti?
6. In quale data e con quale esito sono intervenuti gli uffici preposti nei confronti della Silo & Beton Melezza SA, in relazione a quanto avviene presso gli impianti di lavorazione di inerti situati a Losone e più precisamente:
6.1 ai mucchi di sabbia (che secondo la licenza edilizia rilasciata nel 2009 avrebbero dovuto essere eliminati entro il 31 dicembre 2009;6.2 alla discarica abusiva di inerti di un volume stimato in 30’000/61'000 m3, situata fuori zona edificabile in una zona di pericolo;6.3 alla vasca di sedimentazione, dove parte dei fanghi provenienti dall’impianto di lavorazione inerti e le acque di scarico finiscono nella vasca di ritenuta accanto alla Chiesa d’Arbigo e da lì fino al fiume Maggia.
7. Il Consiglio di Stato è conoscenza dei depositi di limo che a detta del reportage proviene dagli impianti di lavorazione della Silo & Beton Melezza SA presso i Terreni alla Maggia?
8. La Sezione dell’agricoltura ha rilasciato in passato autorizzazioni per l’utilizzo di limo proveniente dagli impianti di lavorazione quale concime per i campi coltivati ai Terreni alla Maggia?
9. Se fosse confermata la diffusione illegale di limo inquinati presso i terreni della Maggia, come intende procedere il Consiglio di Stato nei confronti della Silo & Beton Melezza SA?
10. La dispersione sui campi di limo proveniente dalla lavorazione di inerti è una pratica diffusa in Ticino? Lo è stato in passato? In caso affermativo, fino a quando? Gli uffici preposti hanno mai verificato questo aspetto?
11. Secondo l’autorizzazione d’esercizio relativa agli impianti di lavorazione di inerti situati a Losone e rilasciata alla Silo & Beton Melezza SA, come deve essere smaltito il limo prodotto dagli impianti?
Queste le domande poste al Municipio di Locarno:
1. Sono state fatte le verifiche paventate dal municipale Salvioni nell’intervista (il quale afferma che sarebbero state fatte delle verifiche a riguardo, ipotizzando anche una denuncia cautelativa)? Se sì, che esiti hanno prodotto? Se non fossero state ancora fatte delle verifiche sui terreni indicati, è intenzione del Municipio farle? Entro quale data?
2. Il Municipio ha mai ricevuto segnalazioni di rischio di inquinamento da limo? Era in qualche modo possibile avere prima questa informazione e intervenire? Se era possibile, per quale motivo si è lasciato correre?
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