
Traffico e cantieri, due fenomeni con cui gran parte degli automobilisti hanno dovuto fare i conti presto o tardi, magari recandosi in Italia per le vacanze al mare d'estate. Da questo punto di vista c'è una buona notizia: da oggi chi rimane fermo in autostrada avrà diritto al rimborso totale o parziale del pedaggio. Il provvedimento, nonostante la sua entrata in vigore, non è totalmente chiaro su tutti i suoi aspetti. Quel che è certo è che la delibera dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) vuole uniformare le regole nello stivale.
I calcoli
Ma quando e in che situazioni si ha diritto ad un rimborso? I calcoli cambiano a seconda dei casi. Quando i rallentamenti sono dovuti a dei cantieri su percorsi sotto i 30 km, il rimborso scatta indipendentemente dal ritardo. Tra i 30 e i 50 km il rimborso si attiva per un ritardo di almeno 10 minuti; 15 minuti per i percorsi di almeno 50 chilometri. Ma attenzione: fanno eccezione i cantieri dovuti ad un incidente o a eventi meteo straordinari. Novità anche per i cosiddetti eventi di traffico bloccato, che Autostrade per l'Italia definisce «un evento perturbativo della circolazione che determina una situazione di traffico bloccato sulla tratta». Qui il rimborso viene calcolato in funzione del tempo di ritardo del viaggio. Tra una e due ore di ritardo il pedaggio viene rimborsato per metà, tra le due e le tre ore di ritardo si sale al 75%. Rimborso completo per ritardi oltre le tre ore. Quello su cui resta ancora da far chiarezza, però, sono le cause dei blocchi che giustificano un rimborso. Secondo il comunicato ufficiale che accompagna la delibera dell'ART, sono comprese anche «cause diverse, (es. incidenti, meteo)». Secondo Autostrade per l'Italia, al contrario, «restano esclusi i disagi dovuti a fenomeni atmosferici, al traffico intenso e ad altri eventi non riconducibili a queste due categorie». Un aspetto che, probabilmente, dovrà essere chiarito dall'applicazione della delibera.
ACS saluta la novità
Tutti calcoli che valgono indipendentemente dalla nazionalità della targa, fanno sapere le autorità competenti. La novità è accolta con favore dalle associazioni di categoria svizzere. Il presidente della sezione Ticino di Automobile Club Svizzero (ACS), Alex Farinelli, giudica la nuova misura «positivamente» per due motivi: «Il primo perché si va a semplificare qualcosa che già c'era, ma era un po' più macchinoso. Il secondo perché si statuisce in maniera molto chiara il principio che siccome si paga un servizio, quello delle autostrade, se questo servizio non è dato in maniera soddisfacente, vi è diritto a un rimborso. È un po' come succede coi biglietti dei treni o coi biglietti aerei quando ci sono dei ritardi importanti». Per riscuotere i rimborsi, ad oggi, bisogna appoggiarsi sui servizi delle varie società che gestiscono i tratti autostradali interessati. Una possibilità, proposta per esempio da Autostrade per l'Italia, è quella di inserire la propria targa nel sistema. In alternativa, gli automobilisti possono conservare e scannerizzare lo scontrino del casello. Altrimenti, registrare il proprio Telepass permette di automatizzare il processo. Un prodotto che i conducenti svizzeri possono procurarsi tramite le associazioni di categoria come ACS, spiega Farinelli. In attesa che arrivi l'app prevista, che dovrebbe permettere di unificare le procedure di pagamento.

