
“Ci siamo fatti riconoscere un’altra volta”. Lapidario il commento di Nicola Schulz Bizzozzero-Crivelli, grande appassionato d’arte, sulla razzia dei fenicotteri di Oppy De Bernardo conotta ieri a Piazza Grande da uno sciame di locuste a due gambe che aveva ignorato l’invito dell’artista di aspettare la mezzanotte (vedi articoli suggeriti) .
“Ammetto di aver seguito poco tutta la vicenda ma non ho capito il senso di questo comportamento da maleducati. È stato un atteggiamento davvero vile che denota un problema di scarsa civiltà: ogni volta che qualcuno fa qualcosa di carino si cerca di distruggerlo”.
“Dispiace vedere che il cattivo esempio sia stato dato soprattutto dagli adulti. Per il Ticino non è un bel biglietto da visita: ci siamo fatti riconoscere ancora una volta”, ha commentato. Si sapeva che sarebbe andata a finire così… Vedi quanto successo con l’albero di Natale… Sembra esserci una vogli intrinseca di distruggere”.
L’idea di Oppy De Bernardo è però piaciuta molto a Bizzozzero-Crivelli, che non disdegnerebbe di vedere qualcosa di simile anche in riva al Ceresio. “Locarno ha idee più belle di Lugano. Qui ci sono solo le bancarelle del formaggio e preferirei far vedere un’opera come quella di De Bernardo ai turisti”.
“L’educazione la dovrebbero imparare non solo i ragazzi ma anche i genitori. Ci vuole rispetto verso il prossimo, verso la città e verso chi ha realizzato quell'opera”.
"L'arte la si può esprimere in diversi modi. Certamente l'autore dell'opera in piazza non è assolutamente paragonabile al Canova con "Ebe" o ad Ingres con "La grande Odalisca", opere che appartengono al Neoclassicismo e che dovevano tendere a una bellezza ideale fatta di una nobile semplicità e quieta grandezza sia nella posizione che nell'espressione", conclude Bizzozzero-Crivelli.
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