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Bellinzona
Femminicidi, «la politica non può restare in silenzio»
© Shutterstock
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Red. Online
6 ore fa
La consigliera comunale Martina Minoletti interroga il Municipio turrito sul tema e sulle misure prese per contrastarlo, alla luce dei recenti fatti di cronaca.

«I femminicidi devono essere riconosciuti come fenomeno strutturale di violenza di genere e necessitano di una presa di posizione politica chiara e pubblica da parte della Città». Questa, in sostanza, la richiesta che la consigliera comunale Martina Minoletti (Unità di Sinistra) rivolge al Municipio di Bellinzona in un’interrogazione, alla luce dei recenti fatti di cronaca, nei quali due donne hanno perso la vita nelle scorse settimane. «Da inizio 2026 in Svizzera si sono già registrati cinque femminicidi», evidenzia la firmataria. «Tra questi, nel giro di poche settimane, due femminicidi sono avvenuti a Bellinzona. Si tratta di atti di estrema violenza di genere che non possono essere trattati come casi isolati o circostanze individuali, ma rappresentano l’espressione più estrema di un fenomeno strutturale di violenza contro le donne che attraversa la nostra società patriarcale».

Numeri allarmanti

Questi fatti di cronaca, rileva ancora la consigliera comunale, avvengono in un contesto più ampio in cui in Svizzera si registrano numeri allarmanti di femminicidi e reati di violenza domestica, «con decine di casi ogni anno che testimoniano come la violenza contro le donne sia una piaga persistente, sistemica e che il fenomeno vada letto in una prospettiva strutturale e non episodica». Di fronte ai femminicidi – secondo Minoletti –, la politica comunale «non può rimanere a guardare in silenzio». È necessario chiedersi «quale sia la responsabilità collettiva delle istituzioni, e in particolare della Città di Bellinzona, nella prevenzione, nel contrasto e nell’accompagnamento delle vittime di violenza di genere». Inoltre, le politiche comunali di prevenzione non possono essere disgiunte dal lavoro dei servizi sociali comunali, che rappresentano un punto di contatto fondamentale con la cittadinanza, e dalla capacità della Città di costruire una cultura che riconosca e contrasti ogni forma di violenza contro le donne.

Fenomeno interconnesso

«Il femminicidio non nasce nel vuoto: è l’esito estremo di dinamiche di controllo, di disuguaglianze economiche, di fragilità non intercettate, di solitudini istituzionali» aggiunge ancora l’esponente socialista. «Per questo motivo è necessario interrogarsi su quanto le politiche sociali comunali siano integrate in una visione trasversale che riconosca la violenza di genere come fenomeno interconnesso». In tal senso Minoletti ricorda anche che il collettivo «Io l’8 ogni giorno» ha organizzato un presidio in piazza Governo a Bellinzona domani, martedì 24 febbraio alle 17.30, chiedendo azioni concrete contro la violenza di genere e denunciando il silenzio istituzionale calato dopo l’ultimo femminicidio.

Diversi quesiti

Alla luce di tutte queste osservazioni, la consigliera comunale rivolge una lunga serie di domande all’Esecutivo turrito. Tra queste: «Qual è la visione politica del Municipio rispetto all’aumento dei femminicidi in Svizzera? Ritiene che la Città debba rafforzare il proprio impegno istituzionale su questo tema?». Si chiede anche all'Esecutivo se se intenda partecipare o prendere posizione in occasione del presidio del 24 febbraio. «Dai recenti casi di femminicidio avvenuti a Bellinzona, quali insegnamenti istituzionali sono stati tratti e quali misure correttive si intendono adottare? In che modo i servizi sociali comunali sono stati coinvolti in questi casi e quale ruolo concreto svolgono oggi nella prevenzione, nell’individuazione precoce e nel sostegno delle vittime di violenza di genere e domestica?». La firmataria chiede anche se esistono protocolli specifici per la gestione di situazioni di sospetta o accertata violenza domestica. E ancora: «Il Municipio ritiene che le attuali politiche sociali comunali siano sufficientemente integrate con una prospettiva di genere? È prevista un’analisi dell’impatto di genere delle politiche sociali della Città?». Infine, chiede se il Municipio intenda rafforzare le risorse umane e finanziarie dei servizi sociali per garantire una presa a carico tempestiva e competente delle situazioni a rischio, anche alla luce dell’aumento delle fragilità sociali in città. E se stia pensando di promuovere e/o sostenere iniziative pubbliche di sensibilizzazione - serate informative, momenti di confronto nei quartieri, interventi nelle scuole - sul tema.