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Società
Femminicidi e violenza, "È importante parlare con qualcuno"
Redazione
3 anni fa
Il Telefono amico rinnova l'appello alle vittime di chiamare il 143. "È fondamentale uscire dall’isolamento e trovare qualcuno con cui condividere ciò che sta accadendo, cercando di superare la paura".

Quattro in nemmeno due mesi, diciotto lo scorso anno. Sono i numeri dei femminicidi avvenuti in Svizzera, a cui si aggiungono -sempre nel 2023- i quattro casi dove le vittime sono riuscite a sopravvivere, fuggendo dal loro aggressore. "La violenza", si legge in una nota del Telefono Amico, "non dipende dalla classe sociale e nemmeno dall’età. Inoltre non è solo fisica e psicologica, ma esiste anche la violenza sociale che isola la vittima dalle persone di riferimento come i famigliari o gli amici e la violenza economica, che sottrae o impedisce l’accesso al denaro, oppure che si attua con il ricatto economico, ovvero il denaro in cambio dell’ubbidienza". E a soffrire maggiormente di questo "sono le donne e se sono madri sono coinvolti anche i figli e per loro proteggerli è essenziale".

"È importante parlare con qualcuno"

I dati pubblicati sul portale stopfemizid.ch preoccupano Telefono Amico che sottolinea l'importanza di "uscire dall'isolamento e trovare qualcuno con cui condividere ciò che sta accadendo, cercando di superare la paura". Da qui l'appello alle vittime di chiamare il 143. "Chiediamo alle persone che subiscono violenza, qualunque tipo di violenza, di chiamarci", ha detto a Ticinonews la responsabile delle pubblica relazioni Claudia Cattaneo. "Le telefonate sono a garanzia di anonimato, quindi si può parlare liberamente, raccontando ciò che avviene in casa o fuori per cercare di trovare un sollievo". Un gesto, quello di alzare la cornetta, "che richiede coraggio, ma rappresenta un primo passo per -se necessario- acquisire la fiducia per agire concretamente". E per chi lo chiede, c'è anche la possibilità di allertare i servizi di pronto intervento. "Se la persona ne sente il bisogno diamo tutte le informazioni del caso", ha aggiunto Cattaneo.

La paura di raccontare

"Le donne hanno paura. Hanno paura di quello che sta succedendo in quel momento e di quello che accadrà in futuro, dove sicuramente ci sarà un cambio di vita e di rapporti con i figli e la persona che le sta ferendo". Non solo persone di sesso femminile però, perché "anche l'uomo può subire violenza e capita che anche loro chiamino il 143", ha concluso Cattaneo.