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Ticino
Femminicidi, «è la cultura a dover cambiare»
©PABLO GIANINAZZI
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Redazione
5 ore fa
Dopo quanto successo a Faido, a Bellinzona si è tenuto un presidio femminista organizzato dal collettivo «Io l'8 ogni giorno»: «C'è ancora una cultura sessista, la società deve cambiare»

Quello di Faido è l'ultimo in ordine cronologico, ma solo quest'anno in Svizzera sono stati commessi diciassette femminicidi, di cui tre in Ticino. «La violenza contro le donne non nasce dal nulla: cresce in una cultura che continua a tollerare sessismo, umiliazioni e rappresentazioni degradanti», scrive il collettivo «Io l'8 ogni giorno» che questa sera  ha organizzato un presidio femminista in piazza Simen a Bellinzona, dove si trova la panchina rossa contro la violenza domestica. «Le panchine rosse sono simboli importanti, ma non possono sostituire ciò che serve davvero: risorse, protezione e prevenzione. La memoria non basta. Servono politiche concrete e finanziamenti adeguati», aggiunge il Collettivo che richiede di «riconoscere pubblicamente i femminicidi come tali, senza minimizzazioni mediatiche o linguistiche; aumentare le risorse per la protezione delle donne, con particolare attenzione ai momenti di separazione; rafforzare la prevenzione attraverso formazione obbligatoria per personale sanitario, sociale, scolastico e di polizia; garantire interventi tempestivi tramite valutazioni del rischio più efficaci e coordinamento tra istituzioni; aumentare i posti nelle case di protezione e i finanziamenti alle strutture che si impegnano nella protezione e prevenzione; introdurre il braccialetto d’aiuto, uno strumento semplice e immediato per chiedere aiuto in situazioni di pericolo; sviluppare campagne pubbliche contro il sessismo e la violenza in tutti i luoghi, con particolare attenzione ai grandi eventi estivi».

«Serve un cambiamento»

«Bisogna fare un cambiamento culturale, a livello di società», spiega a Ticinonews Angelica Lepori. «C'è ancora una cultura sessista che riproduce un'idea di relazioni amorose che diventano di potere, una cultura che diffonde ancora messaggi di violenza. Il femminicidio, è chiaro, è la punta dell'iceberg di una società che ancora si costruisce pensando che le relazioni sentimentali siano quelle in cui l'uomo esercita un potere sulla donna, come dimostrano messaggi e battute che diventano il substrato su cui si costruisce questa violenza».