
Da ieri Davide Cadenazzi è il nuovo presidente di Federviti dopo il passo indietro, per motivi di salute, di Giuliano Maddalena. Questa è la grande novità che segna l’assemblea dei delegati 2023 dell'associazione svoltasi ieri a Sessa.
Il neo presidente e i delegati sono subito entrati in materia per quanto riguarda le sfide odierne del settore. Uno dei grandi problemi di Federviti è un ricambio generazionale problematico che erode le iscrizioni oltre ai relativi deficit di bilancio, come avvenuto nel 2022 e come previsto nel 2023. Il tutto in un quadro delicato per quanto riguarda la produzione: quest’anno la vendemmia e l’annata si prospettano positive ma la situazione climatica diventa sempre più ostacolante. I costi di produzione maggiorati sono stati compensati in parte da un aumento dei prezzi dell’uva, da 4.15 franchi/kg a 4.20 franchi/kg.
Una buona annata nonostante i fenomeni climatici
Per quanto riguarda il clima, secondo Cadenazzi “il problema è l’estremizzazione di questi eventi, come le forti grandinate, le temperature spesso alte e lunghi periodi di piogge notturne e forte umidità”. Fenomeni che non dovrebbero impattare sulla produzione di vino di quest’anno: “Per quanto riguarda la qualità della produzione è ancora presto per dirlo. Parlando con i colleghi è emerso che non sarà l’annata del secolo ma sicuramente la produzione di vino avrà un ottimo risultato”, precisa Cadenazzi.
9 milioni (non ancora garantiti) contro la concorrenza internazionale
Buone notizie a cui si aggiunge il lancio, nel gennaio prossimo, dell’atteso progetto ViSo Ticino - Viticoltura sostenibile, con lo scopo di sviluppare metodi di produzione che riducano l’impatto dei prodotti fitosanitari mantenendo la qualità del vino. Un modo per valorizzare e sostenere un settore che sta fronteggiando non poche sfide, fra cui spicca un contesto di forte concorrenza internazionale che sta intaccando il mercato svizzero. In questo senso l’associazione sottolinea l’importanza nel poter continuare usufruire di strumenti di sostegno come i 9 milioni di franchi accordati dalla Confederazione per attività di promozione, ma non ancora garantiti stabilmente per i prossimi anni.

