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Ticino
Federcommercio: 'Bene, ma non abbastanza'
Redazione
15 anni fa
L'associazione di categoria si esprime in merito alla nuova legge sull'orario di apertura dei negozi

La Federcommercio commenta oggi la decisione del Consiglio di Stato di presentare il messaggio inerente la nuova legge sull’apertura dei negozi.In un comunicato l’associazione di categoria dice che, citiamo: “Abbiamo preso atto della presentazione del messaggio per la nuova Legge sull’apertura dei negozi che dovrebbe mettere definitivamente «a riposo» la legge del 1968. A gennaio, la richiesta di rinvio aveva lo scopo di sottrarre l’esame della legge alla frenesia e ai ricatti tipici del periodo elettorale. Questo primo obiettivo è stato raggiunto”.“Esprimiamo la speranza che il nuovo Gran Consiglio possa e sappia esaminare le proposte approvate oggi dal Consiglio di Stato con la necessaria serenità e rapidità. Il settore del commercio – ed anche le nostre collaboratrici e collaboratori – hanno bisogno di risposte chiare e in tempi brevi. Il giudizio sulla proposta di legge non può che confermare quello dello scorso autunno”. 

Tuttavia la soddisfazione non è totale: “Avremmo preferito soluzioni più coraggiose in risposta alle sfide che stanno di fronte al commercio, al turismo e più in generale al Ticino ma, nell’attuale panorama politico, siamo ben coscienti che un piccolo (e timido) passo avanti è meglio dell’immobilismo e delle pastoie burocratiche”.E inoltre: “Il progetto approvato dal Consiglio di Stato fotografa la situazione attuale e trasforma in regole le attuali deroghe. Per una parte dei negozi ci sono alcuni piccoli miglioramenti (la possibilità di restare aperti fino alle 19 in settimana e il sabato fino alle 18 anche d’inverno) compensati però da qualche peggioramento (mezz’ora in meno il sabato durante la stagione turistica e l’anticipo di un’ora della chiusura la domenica nelle zone di confine). Salutiamo con piacere la possibilità di utilizzare le quattro domeniche (comprese le due delle aperture pre-natalizie) permesse dalla legge federale e la concessione della giornata infrasettimanale del Corpus Domini”.Il comunicato prosegue con: “Insomma non c’è alcuna de-regolamentazione o un’esagerata estensione delle aperture domenicali e festive (che nemmeno il settore del commercio auspica) ma un semplice passaggio dalle deroghe alle regole. Con una forte riduzione della burocrazia e dei costi per i commercianti e per lo Stato. Auspichiamo dunque che l’esame da parte del nuovo Gran Consiglio possa procedere rapidamente”. La questione del contratto riveste però una fondamentale importanza. A tal proposito la Federcommercio si esprime in questi termini: “Il settore del commercio è cosciente delle sue responsabilità nei confronti del personale: nel corso del 2010 i rappresentanti di Federcommercio hanno dichiarato la disponibilità ad aderire alle richieste dei sindacati in materia di contratto collettivo alla condizione che vi fosse da parte loro il sostegno a nuove regole, più coraggiose e moderne e tali da migliorare la competitività del settore, almeno per la clientela ticinese, nei confronti dei negozi della fascia di frontaliera. Lasciamo aperta la porta qualora si voglia affrontare il discorso di una legge più coraggiosa e moderna”.

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