
Qualche bisnonno si rivolterà nella tomba. Tutti gli altri, invece, vivi, vegeti e con i piedi saldi nella realtà di un mondo che cambia, se ne faranno una ragione. Perché quello che una manciata di anni fa sarebbe sembrata fantapolitica di alto livello, ora è diventata un’ipotesi plausibile, per alcuni addirittura auspicabile: un accordo al centro, tra PLR e PPD, per contrastare la polarizzazione della politica cantonale a difendere percentuali e seggi. Stiamo parlando già delle elezioni Federali. Un po’ presto, potrebbe pensare qualcuno. In politica però, non lo è mai troppo. E così in casa PLR e PPD non si escludono prove tecniche di accordo. Non esageriamo: non stiamo parlando di congiunzioni di lista, ma di forme di collaborazione e di non belligeranza. Un dare per avere. Perché il PPD vorrebbe conservare i due seggi al Nazionale, di cui uno è verosimilmente traballante. Il PLR invece, più tranquillo sul Nazionale, è intenzionato a difendere con le unghie e con i denti il seggio agli Stati lasciato libero da Fabio Abate.
"Lo dico da 20 anni: i due partiti storici di centro dovrebbero articolare un po' meglio la loro collaborazione, in modo anche un po' più stabile, soprattutto un po' più pianificabile" afferma Giovanni Merlini, consigliere nazionale PLR, interpellato da TeleTicino. "Sicuramente la dirigenza del PLR sta facendo queste riflessioni ed è bene che le faccia".
"A livello federale con i colleghi c'è sempre stato un ottimo dialogo, una buona collaborazione e un'intesa su molti temi, per cui i presupposti ci sono" ribadisce dal canto suo il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi.
A sinistra l’alleanza sembra cosa fatta. L’accordo a destra tra Lega ed UDC, stando alle dichiarazioni, dovrebbe reggere agli scombussolii elettorali. E allora, è questa la tesi, conviene stringersi al centro per farsi scudo, insieme, degli attacchi dei poli. I tempi delle battaglie tra liberali e conservatori paiono insomma, ormai lontane. Anche per gli elettori.
"Continuo a parlare con elettori - soprattutto del mio partito, ma anche quelli del PPD - che si rendono conto che certi retaggi dell'Ottocento ci stanno penalizzando" sottolinea ancora Merlini. "Non fare nulla e stare a guardare significa rischiare un'erosione, magari non forte ma continua nel tempo, che alla fine poi porta comunque alla perdita di seggi.
"Nessuno sta parlando di matrimonio, questo sia chiaro, non è nell'intenzione di nessuno affrontare un discorso così incisivo e di ampia portata" replica Regazzi. "È semmai una collaborazione strategica che deve avere un interesse reciproco, cosa che mi sembra assolutamente plausibile e difendibile anche davanti ai rispettivi elettorati".
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