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Ticino
“Favorite la partecipazione allo sciopero delle donne”
“Favorite la partecipazione allo sciopero delle donne”
“Favorite la partecipazione allo sciopero delle donne”
Redazione
7 anni fa
‘Io l’8 ogni giorno’ chiede al DECS di permettere al corpo docente e alle studentesse di partecipare allo sciopero

“Riteniamo fondamentale il ruolo della scuola nella creazione di una cultura del rispetto delle differenze di genere e della lotta alle discriminazioni” - inizia così la lettera inoltrata dal collettivo di donne ‘Io l’8 ogni giorno’ al Consigliere di Stato e direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Manuele Bertoli.

“Il prossimo 14 giugno - continua l’associazione - le donne incroceranno le braccia in Svizzera per rivendicare il riconoscimento dei propri diritti. Contrariamente da quanto affermato da più parti, compreso il Consiglio di stato e il DECS attraverso alcuni funzionari dirigenti, sarà una giornata di sciopero con astensione dal lavoro. Sarà uno sciopero del lavoro produttivo, del lavoro di cura, del consumo e dello studio”.

“Uno sciopero - afferma il collettivo - per ricordare che ancora oggi le donne sono discriminate in moltissimi ambiti della vita pubblica e privata. Nel mondo del lavoro le donne sono ancora pagate meno degli uomini e sono assunte in settori dove i salari sono più bassi, le condizioni di lavoro meno garantite e le percentuali di lavoro parziali o flessibili. Il lavoro a tempo parziale è un lavoro tipicamente femminile, si tratta spesso di un lavoro non scelto e che comunque comporta salari meno elevati, minori garanzie contrattuali e difficoltà a realizzare una carriera professionale. Oltre al lavoro salariato sono le donne a svolgere la maggior parte del lavoro di cura e domestico, un lavoro non valorizzato e che spesso si somma a quello salariato, trasformando le giornate delle donne in una corsa ad ostacoli”.

“Le varie forme di violenze - sottolinea l’associazione - toccano ancora prepotentemente le vite delle donne, solo in Ticino ogni giorno vengono segnalati alla polizia 3 casi di violenza domestica e si tratta unicamente della punta dell’iceberg essendo un fenomeno sommerso. Quando le donne trovano il coraggio di denunciare vengono continuamente rimesse in discussione, non vengono credute e devono subire le lungaggini della burocrazia, tempi lunghissimi e rivivere le violenze subite che sono spesso divulgate tramite mezzi di stampa o social networks. I tempi delle vittime come la loro privacy non è ancora garantita nel nostro Cantone”.

“In questo contesto - ribadisce il collettivo - le donne migranti sono ancora più vulnerabili, vittime di una doppia discriminazione, legata al proprio genere e all’etnia. I media, la pubblicità e i programmi scolastici continuano a veicolare un immaginario femminile stereotipato. Nella formazione e nella ricerca, in particolare nelle scuole superiori e in quelle universitarie, le tematiche di genere e la storia delle donne sono ignorate o fortemente ostacolate come pure la femminilizzazione del linguaggio. Per queste ragioni diverse associazioni e donne singole in tutto il paese hanno deciso di indire uno sciopero generale, riprendendo un’iniziativa già avvenuta nel 1991 in Svizzera e che sta prendendo piede anche in altri paesi europei”.

Con questa lettera, l’associazione ‘Io l’8 ogni giorno’ chiede al direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Manuele Bertoli di dare un segnale chiaro di sostegno alla mobilitazione del 14 giugno, fornendo a tutte le direzioni di tutti gli istituti scolastici indicazioni concrete al fine di permettere alle docenti e alle studentesse di partecipare alle attività previste durante tutte la giornata. Disposizioni che favoriscano la partecipazione del corpo docente e delle studentesse allo sciopero generale delle donne.

Nel concreto l’associazione chiede di evitare di inserire esami, consigli di classe, collegi docenti nell’intera giornata del 14 giugno, di mettere a disposizione spazi nelle varie sedi per le eventuali attività previste quel giorno e di sostenere tutte le iniziative già intraprese nelle diverse scuole per partecipare a questa giornata di protesta.

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