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Favoreggiamento a immigrazione clandestina: due arresti
Favoreggiamento a immigrazione clandestina: due arresti
Favoreggiamento a immigrazione clandestina: due arresti
Redazione
8 anni fa
La Polizia di Como ha arrestato un tunisino e un italiano: chiedevano soldi per produrre documenti falsi

Questa mattina la Polizia di Stato di Como ha eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, una di nazionalità tunisina e una nazionalità italiana, per i reati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, falso e induzione in errore del pubblico ufficiale. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip, presso il Tribunale di Como, sulla scorta di un chiaro quadro probatorio che la Squadra Mobile, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, è riuscita a definire al termine di una complessa e articolata attività investigativa, svolta anche con l’ausilio di strumenti tecnologici.Più nello specifico, l’indagine ha avuto inizio, nel marzo 2016, a seguito della denuncia sporta da un cittadino straniero nei confronti di Rafik Touati, cittadino tunisino residente a Como, con precedenti specifici per reati in materia di immigrazione, il quale, a fronte del corrispettivo di 4000 euro, era riuscito a fargli ottenere un permesso di soggiorno, grazie ad una serie di false attestazioni prodotte all’Ufficio Immigrazione di Como. Il 49enne tunisino pretendeva inoltre dei soldi per restituire il passaporto allo straniero che si era rivolto a lui per la produzione dei documenti falsi.

Touati si avvaleva della complicità di datori di lavoro fittizi italiani, per lo più persone prive di reddito e molto spesso dedite all’uso di alcool e droghe, predisponendo contratti di lavoro che attestavano, falsamente, un rapporto di impiego degli stranieri, in qualità di domestici. Il contratto fittizio, così ottenuto, veniva poi consegnato agli stranieri e da questi prodotti all’Ufficio Immigrazione, ai fini del rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, il tutto ovviamente verso il corrispettivo di un prezzo.

Al centro di questa indagine anche l'italiano Elia Filippo, che si fingeva datore di lavoro fittizio, favorendo la truffa. Truffa piuttosto remunerativa: il tunisino infatti precepiva 1000 euro per ogni contratto di lavoro fittizio; 600 euro per un certificato di residenza; 300 euro per una dichiarazione di ospitalità e 100 euro per ogni busta paga fittizia.

Nel corso delle indagini è stato documentato il coinvolgimento di 26 datori di lavoro, di diverse decine di clienti stranieri e la partecipazione di altri soggetti che hanno collaborato a vario titolo con Touati nell’illecita attività delittuosa come ad esempio nella produzione dei documenti falsi, nella trasmissione per via telematica delle assunzioni all’Inps, nella sottoscrizione di dichiarazioni di ospitalità, ed altro. Complessivamente sono state deferite 130 persone.Contestualmente all’esecuzione dell’ordinanza di custodia sono state anche eseguite 13 perquisizioni, nei confronti dei principali indagati. Per gli stranieri che hanno ottenuto o richiesto il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, utilizzando documentazione fittizia, sono stati già interessati i competenti uffici immigrazione al fine di valutare l’adozione di un provvedimento di revoca del titolo, o di rigetto dell’istanza; molte pratiche, infatti, sono state sospese in attesa della chiusura delle indagini.

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