
La vita della fauna ittica in Svizzera è sotto pressione. È quanto emerge da un dossier dell’Ufficio Federale dell’Ambiente che rivela che il 72,6% degli specchi d’acqua elvetici versa in un cattivo stato ecologico. Tendenza in negativo rispettata anche in Ticino, come ricorda il presidente della Federazione ticinese per l'acquicoltura e la pesca Urs Lüchinger, fatta eccezione per i laghi. Il Ceresio, infatti, è considerato il più pescoso in Svizzera: "In Ticino è la situazione è molto variata", dice Lüchinger. "Nei corsi d'acqua, in particolare nei tratti terminali abbia i pesci sotto pressione. Questa situazione induce i pescatori a spostarsi più in alto laddove non c'è questo problema e quindi anche i riali in quota sono sotto pressione. Per i due laghi invece, la situazione è diversa. Con i loro problemi e le loro virtù, sono a posto. In particolare, il Ceresio che ad oggi -alla faccia degli anni '70 in cui era il lago più inquinato in Svizzera, oggi è il lago più pescoso. Il Verbano ha qualcosa da risolvere, ma funziona... siluro permettendo".
Soffre la trota fario
Preoccupazione legata al pesce siluro data anche dall’ampia disponibilità alimentare dei nostri laghi. Sorte opposta per i salmonidi nei fiumi ticinesi: "Le specie più sotto pressione sono quelle più delicate: in generale, la famiglia dei salmonidi", afferma Lüchinger. "I ciprinidi, l'altra grande famiglia (cavedano, gardon, barbo), riescono a sopravvivere a temperature nettamente superiori. Quando l'acqua supera i 22-23 gradi, i salmonidi, in particolare la trota fario, non riescono a resistere".
Tra le cause c'è anche lo smergo
Oltre al cambiamento climatico come causa del sottopopolamento ittico, la Confederazione parla di attività umane come sbarramenti, industrie, agricoltura e artigianato. Per Lüchinger, però, non sono le uniche: "Da parte mia, includerei la predazione degli uccelli ittiofagi, in particolare lo smergo. Vorrei citare la mozione di Fabio Regazzi al Consiglio degli Stati che chiede di inserire questa specie, molto dannosa per i fiumi, nella lista degli animali protetti, ma da gestire e non protetti totalmente. C'è anche il tema, in particolare nella Maggia e nel Brenno, della regimentazione idroelettrica", sottolinea Urs Lüchinger.
Le misure dei pescatori
Altra concausa è la pesca. La Federazione ticinese ha in tal senso adottato delle misure atte proprio a rendere la pratica più sostenibile possibile: "Anche i pescatori fanno parte dei pressori. In particolare da quest'anno è stato diminuito il numero di catture massimo di trote fario da 10 a 6 e inoltre abbiamo anche alzato il numero minimo di cattura da 24cm a 26 cm per preservare un maggior numero di riproduttori a fine stagione", conclude Lüchinger.

