
Il vice primario di chirurgia dell'ospedale La Carità di Locarno è stato invitato a lasciare il suo incarico entro la fine dell'anno e lo farà. La causa dell'addio al nosocomio è da imputare al suo coinvolgimento in una vicenda di fatture indebite, che per quasi tre anni gli hanno fatto incassare una cifra che si attesta attorno ai 100'000 franchi.
Come riporta il Caffé, il controlli della direzione e dell'amminitrazione dell'ospedale locarnese sono scattati verso la fine dello scorso anno, grazie soprattutto a una segnalazione di un paziente straniero, accortosi di una discrepanza tra quanto stava scritto sulla "fattura" inviatagli per conoscenza, con il nome del vice primario che lo avrebbe operato, e quanto da lui vissuto alla Carità.
Per poter fatturare, infatti, un chirurgo deve non solo essere presente in sala, ma partecipare attivamente all'intervento, cosa che non sarebbe avvenuta in questa vicenda. In questi casi nei "moduli contabili", tra il personale in sala figurava anche il vice primario, mentre sui "rapporti operatori" era correttamente registrata solo la presenza di altri chirurghi, capiclinica senza ancora l'imprinting Fmh (la certificazione e l'abilitazione della Federaizione nazionale dei medici). Più semplicemente, il vice primario sarebbe risultato in sala anche quando i 'rapporti' attestavano che lui non c'era (addirittura in alcuni casi sarebbe stato in vacanza).
Quasi tre anni di fatturazioni non corrette quindi, con rapporti amministrativi relativi ai pagamenti incongruenti rispetto ai "resoconti operativi", tenuti segreti grazie anche a due capiclinica svizzero-tedeschi, che avrebbero intascato qualcosa come 20-25mila franchi a testa per due anni. Stando alle giustificazioni del vice primario, che nel frattempo ha ammesso i fatti e restituito tutto, "io non ho intascato neanche un franco. Quel che ho fatto..., l'ho fatto per aiutare due bravissimi professionisti che meritavano di guadagnare di più. I soldi li ho girati a loro".
Oltre ai due capiclinica, anche un paio di segretarie mediche avrebbero notato le incongruenze dei documenti. La direzione dell'ospedale, una volta ricostruiti i fatti, ha convocato le persone coinvolte, giungendo a un'ammissione immediata da parte dei medici coinvolti e dalle segretarie. Stando a quanto sostiene il Caffè, che afferma di avere le prove (fatto che invece il vice chirurgo nega), il medico avrebbe anche tentato di entrare nel sistema informatico per falsificare alcuni rapporti operatori.
Come anticipato, il vice chirurgo lascerà l'incarico entro fine anno e si sposterà a Lugano, dove aprirà uno studio privato e collaborerà con una clinica. Gli altri professionisti coinvolti sono stati invece sanzionati. "Il rapporto con il chirurgo terminerà a fine anno. La fiducia fra il medico e l'ospedale è venuta a mancare a causa di un'infrazione, da lui commessa appunto, delle regole interne relative all'annuncio delle sue prestazioni", ha affermato Luca Merlini, direttore de La Carità.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

