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Ticino
"Fatti e non parole"
Redazione
11 anni fa
L'OCST si esprime sull'approvazione dell'iniziativa "Salviamo il lavoro in Ticino", chiedendo di rilanciare i contratti collettivi

L'Organizzazione cristiano sociale ticinese (OCST) commenta l'approvazione dell'iniziativa dei Verdi "Salviamo il lavoro in Ticino" in un comunicato odierno, nel quale sottolinea che è ora "necessario un nuovo slancio che favorisca la contrattazione tra le parti sociali."

"Con la votazione di ieri, he ha sancito l’approvazione dell’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino”, la popolazione ticinese ha dato un segnale forte di come il tema salariale sia sentito profondamente nel nostro Cantone" scrive a nome del sindacato il vicesegretario cantonale Renato Ricciardi (nella foto).

"La percezione della popolazione è confermata dai dati che segnalano in Ticino, tra il 2004 e il 2010, un contrazione dei salari reali che ha colpito in particolare i salari bassi e mediani" prosegue Ricciardi. "Nel nostro Cantone si sono innestate situazioni di degrado del mercato del lavoro tali che la Commissione Tripartita in materia di libera circolazione, dopo aver accertato il dumping salariale, ha dato origine a ben 14 Contratti normali di lavoro sui 20 a livello nazionale."

"Il mondo economico e le associazioni padronali devono prendere atto di questa situazione e favorire finalmente la via contrattuale con fatti e non parole, atti conseguenti e non dichiarazioni di principio" scrive ancora Ricciardi. "Sono troppo numerosi i settori nei quali il dialogo tra le parti sociali è escluso a priori e questo non giova né all’economia né alla società. Emblematico è il caso del settore della vendita, nel quale i primi tentativi di trattativa, seguiti da molti altri, per la stipula di un contratto collettivo risalgono a più di vent’anni fa."

"L’OCST si impegnerà con nuovo slancio per favorire in tutti i settori la soluzione strutturata di un contratto collettivo di lavoro che protegga i diritti dei lavoratori considerando le esigenze della parte imprenditoriale" conclude il sindacalista "e che metta una base solida per una collaborazione tra le parti sociali indirizzata ad articolare una posizione condivisa per una politica di sviluppo industriale più solida per il Ticino."

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