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Ticino
Fatta la LIA, trovato l'inganno
Fatta la LIA, trovato l'inganno
Fatta la LIA, trovato l'inganno
Redazione
10 anni fa
Solo 98 aziende italiane sono iscritte all'albo. "Le altre aggirano la legge con contratti interinali"

A quanto pare gli artigiani italiani hanno già trovato il modo per aggirare la Legge sulle imprese artigianali (LIA) entrata in vigore in Ticino lo scorso 1° ottobre, la quale prevede l'obbligo di iscrizione a un albo.

Lo dimostra il fatto che all'inizio di dicembre erano soltanto 98 le imprese italiane iscritte all'albo degli artigiani, come emerso durante un tavolo tecnico organizzato presso la Camera di commercio di Como, di cui riferisce oggi il Corriere di Como.

È stato fatto notare che si tratta di "un numero assolutamente irrilevante" in considerazione del ben maggior numero di imprese che vengono regolarmente in Ticino a lavorare.

In effetti il segretario generale della Cameria di commercio di Como Alberto Bergna ha dichiarato che le aziende italiane ad aver fatto richiesta di iscrizione alla LIA sono state circa 600, su un totale di circa 4'000 potenzialmente interessate all'iscrizione. E a essere accolte, ha proseguito Bergna, sono state finora solo 98 domande.

Cifre come detto irrisorie che dimostrerebbero l'aggiramento della LIA. Di fronte alla difficoltà di iscriversi all'albo, gli artigiani italiani ora lavorerebbero in Ticino come frontalieri con contratti interinali.

Contratti che, stando alle cifre mostrate durante il tavolo tecnico, sarebbero in crescita esponenziale. "Credo che sia necessario, da parte ticinese, un ripensamento" ha concluso Bergna, promettendo di voler chiedere pure alla Regione Lombardia un supporto per le aziende italiane interessate a lavorare in territorio svizzero.

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