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Ticino
Fase di stallo per le attività manifatturiere
Redazione
12 anni fa
Il settore risente del ristagno degli ordinativi nell'ultimo trimestre 2014. "Situazione complessa" commenta Modenini

Seconda l'ultima indagine congiunturale dell'USTAT si assiste a un tendenziale stallo dell'industra manifatturiera ticinese nel corso del quarto trimestre del 2014, indotto dal generale ristagno degli ordinativi. La produzione è ancora in rialzo su base annua, ma cresce con meno intensità rispetto al passato. Tendenza generalizzata ma che per ora si manifesta con più intensità nell’industria prevalentemente orientata al mercato domestico rispetto a quella che si affaccia soprattutto ai mercati esteri.

Le aspettative circa la situazione degli affari per i prossimi 6 mesi, formulate dagli operatori prima del recente e repentino apprezzamento del franco svizzero, indicano un lieve peggioramento per l’industria d’esportazione e una situazione inalterata per quella volta al mercato interno.

"La situazione è molto complessa" commenta Stefano Modenini, Direttore Associazione industrie ticinesi (AITI). "Se già i dati indicavano una tendenza allo stallo nel settore industriale (con l’indicatore sintetico degli affari sempre in zona neutra), l’improvvisa decisione della BNS di togliere il cambio fisso tra franco ed euro ha incupito ancora più fortemente il panorama presente e futuro. I vantaggi derivanti dagli acquisti di prodotti e materie prime in zona euro sono erosi dagli sconti imposti alle aziende dai loro clienti. Non giova il fatto che negli ultimi tre anni le aziende abbiano effettuato notevoli sforzi per adattarsi al franco forte. A dipendenza dell’evoluzione del rapporto di cambio, nei prossimi mesi si prospettano ristrutturazioni anche dolorose in termini di licenziamenti e delocalizzazioni, nonché una forte incognita sull’evoluzione degli ordinativi. La possibile ridotta competitività potrebbe generare un’emorragia da questo punto di vista che porterebbe a un massiccio ricorso all’orario di lavoro ridotto".

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